Contratto di Appalto – Caratteristiche

In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del contratto di appalto.

Definizione

Art. 1655 c.c. “L’appalto è il contratto col quale una parte (appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio (su incarico di un committente, a volte detto anche appaltante) verso un corrispettivo in danaro”.

Per l’Art. 1655 c.c. ” l ‘appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio se non è stato autorizzato dal committente”. Permane il divieto di interposizione di manodopera anche dopo l’abrogazione della legge 23 ottobre 1960, n. 1369. L’attuale disciplina contenuta nell’art. 29 del D.Lgs 23 settembre 2003, n. 276 ha reso più flessibile l’istituto ed è stata rivista dalla L.92/2012.

 

Elementi distintivi e caratteristiche (Art. 29 del D.Lgs n. 276/2003):

nel contratto d’appalto, a differenza del contratto di somministrazione, l’appaltatore assume un’obbligazione di risultato e non di mezzi;
l’organizzazione dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore, non necessariamente propri, può risultare anche dall’esercizio del potere direttivo e organizzativo;
L’appaltatore assume il rischio d’impresa essendo tenuto a rispondere del risultato finale nei confronti del committente nel rispetto della propria autonomia organizzativa e gestionale;
L’appaltatore utilizza i propri dipendenti in piena e totale autonomia.

Appalto genuino – Elementi di carattere formale (MLPS Circ. n. 5 dell’11 febbraio 2011)

iscrizione nel registro delle imprese con riguardo alla data, all’oggetto sociale, nonché al capitale sociale
il libro giornale ed il libro degli inventari
il libro unico del lavoro per le scritturazioni afferenti ai lavoratori impiegati nell’appalto (data di assunzione, qualifiche e mansioni)
il DURC (Documento unico di regolarità contributiva)

Certificazione del contratto di appalto

La certificazione può intervenire sia all’atto della stipulazione del contratto di appalto che in fase di esecuzione del programma concordato (Art. 84 D.Lgs n. 276/2003)

Con la procedura di certificazione vengono individuati gli aspetti di liceità ai fini della distinzione rispetto al contratto di somministrazione secondo le linee guida di cui alla circ. n. 48 del 15 dicembre 2004 del Ministero del lavoro.

Secondo l’art. 75 della D.Lgs n. 276/2003, come sostituito dal comma 4 dell’articolo 30 della legge 4 novembre 2010 n. 183, la procedura di certificazione potrà essere richiesta con riferimento a tutti i contratti in cui sia dedotta, direttamente o indirettamente, una prestazione di lavoro.

 

Tessera di riconoscimento: Contro il sommerso e a garanzia dei buoni” appalti, con riferimento in particolare alla sicurezza contro gli infortuni sul lavoro, il datore di lavoro deve dotare il personale impegnato nell’appalto di una apposita tessera di riconoscimento (in alternativa ad uno specifico registro “di cantiere ” per le imprese che occupano fino a nove dipendenti nel singolo appalto), secondo quanto dispone l’articolo 18, comma 1, lettera u, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, contenente anche, dall’entrata in vigore della normativa antimafia, di cui alla legge 13 agosto 2010 , n 136, la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. (Legge 13 agosto 2010 , n. 136, Art.5)

 

Trasferimento di ramo d’azienda: L’appaltante è responsabile solidalmente con l’appaltatore per quanto riguarda i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti ai lavoratori dipendenti ove il contratto d’appalto abbia ad oggetto le attività di un ramo d’azienda ceduto dall’appaltante all’appaltatore (Art. 32 D.Lgs n. 276/2003)

 

Obblighi retributivi. Al personale occupato nell’esecuzione di un contratto di appalto deve essere garantito il trattamento economico stabilito in sede di contrattazione collettiva, in base alle sfere di specifica competenza, nel rispetto dell’art. 36 della Costituzione e dell’art. 36 della legge 300/1970.

Non esiste alcun obbligo di garantire, nell’ambito del medesimo appalto, a differenza di quanto avviene nel contratto di somministrazione di lavoro, ai dipendenti dell’appaltatore, anche a fronte di prestazioni omogenee o comparabili, gli stessi trattamenti economici riconosciuti ai dipendenti del committente, come invece avveniva sotto il vigore della legge abrogata 23 ottobre 1960 n.1369. (Art. 85 D.Lgs n. 276/2003)

 

Responsabilità appaltante/committente, appaltatore e subappaltatore:

Responsabilità solidale per i soli crediti retributivi, entro un massimale pari al debito verso l’appaltatore al momento della domanda giudiziale (Art. 1676 c.c.) ed entro il termine prescrizionale di cinque anni (Art. 2948 c.c.)
Salvo diverse disposizioni dei CCNL, responsabilità solidale con l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori in relazione all’ammontare del debito di natura retributiva o previdenziale, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto. Il committente è convenuto in giudizio unitamente all’appaltatore e agli eventuali subappaltatori, nei confronti dei quali ha facoltà di eccepire il beneficio della preventiva escussione del patrimonio. Tali disposizione non operano nel caso in cui il committente sia una persona fisica non esercitante un’attività di impresa o professionale (Art. 29, commi 2 e 3 ter, D.Lgs n. 276/2003, come modificato dall’art. 4, comma 31, L. n. 92/2012)
Responsabilità solidale dell’appaltatore nei confronti dei subappaltatori relativamente alle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto. La responsabilità solidale viene meno se l’appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti citati, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore (Art. 35, comma 28, D.L. n. 223/2006 convertito con L. n. 248/2006 e ss.mm.).

 

Impugnazione per appalto illecito

Il lavoratore licenziato che sostenga di aver lavorato per un appaltatore in base ad un appalto illecito dovrà impugnare il contratto con atto scritto, anche per il tramite dell’organizzazione sindacale, entro 60 giorni dal licenziamento o dalla comunicazione dei motivi se non contestuali al recesso.

 

Regime sanzionatorio per appalto non genuino

Appalto illecito, privo dei requisiti di cui all’art. 29, comma 1, del D.Lgs n. 276/2003 (Fornitura di mere prestazioni di lavoro, mero esercizio del potere organizzativo e direttivo)

Ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione a carico dell’utilizzatore e del somministratore. Arresto fino a 18 mesi e ammenda aumentata fino al sestuplo in caso di sfruttamento di minori (Art. 18, comma 5 bis D.Lgs n. 276/2003)

 

Definizione della sanzione in sede amministrativa

Prescrizione obbligatoria Art. 15 D.Lgs n. 124/2004: Pagamento di un quarto dell’ammenda per lavoratore e per giornata di occupazione da parte dell’utilizzatore e del somministratore
Condizione: Cessazione immediata dell’appalto

Studiare e Frequentare uno Stage in Grecia e a Malta

Malta e la Grecia si differenziano molto per quanto riguarda il sistema scolastico.

A causa del passato coloniale, il settore scolastico di Malta s’ispira soprattutto al sistema d’istruzione britannico, mentre il sistema scolastico greco è molto più simile a quello italiano.

Per avere un’idea generale dei due sistemi scolastici si possono consultare i siti About Malta, un portale di presentazione del sistema e degli istituti d’istruzione maltesi e Phantis, un portale con numerosi link per i vari argomenti riguardanti l’istruzione in Grecia: scambi, biblioteche, scuole di lingue, formazione professionale, ecc.
Per quanto riguarda, nello specifico, la formazione post universitaria in Grecia possiamo consigliarvi alcuni siti. Ad esempio Study Abroad, in lingua inglese, che propone un elenco dettagliato degli enti postuniversitari greci e Ypepth sito ufficiale della pubblica istruzione in Grecia.
La versione inglese è meno esaustiva di quella in greco, ma sono elencate le università greche e i relativi programmi post laurea. Sono inoltre presenti notizie sul sistema dell’istruzione , sulle borse di studio, sulle scuole internazionali in Grecia, sulle biblioteche e gli archivi e sull’istruzione privata.

Per chi fosse interessato invece a una formazione in ambito economico può consultare IM Studies, sito della Business School University of Strathclyde e Aueb, portale dell’Athens University of Economy and Business. Entrambi gli istituti hanno programmi dedicati alla formazione post laurea.
Malta è soprattutto nota come località per lo studio dell’inglese. Molti infatti sono gli enti, come EF, che organizzano nelle isole maltesi soggiorni di due/tre settimane per coloro che vogliono approfondire o iniziare lo studio della lingua inglese, non trascurando il piacere di stare al mare.
Non mancano comunque le possibilità di continuare gli studi universitari in questo Paese.
Per avere un’idea generale sulle offerte formative presenti a Malta si può consultare il sito ufficiale dell’University of Malta.

Frequentare uno stage
Per chi invece avesse finito gli studi e volesse intraprendere un percorso lavorativo, un buon punto di partenza potrebbe essere lo stage.
Sia per quanto riguarda Malta che per la Grecia vi sono alcune proposte interessanti, in particolare in ambito turistico, ma anche commerciale e finanziario.
Naturalmente in questo caso oltre a consigliarvi di consultare anche i portali descritti nel paragrafo sulle opportunità professionali, vi segnaliamo per entrambi i Paesi i siti Europlacement e Intership.com: entrambi durante la ricerca proponevano almeno una ventina di stage per quanto riguarda la Grecia e una decina per Malta.
Inoltre sul portale Europlacement sono indicati anche una serie di link a portali partner che offrono stage.

Come Funzionano i Contratti di Lavoro Stagionali

I contratti stagionali hanno una lunga e lontana tradizione collegata con il lavoro agricolo e l’andamento delle stagioni durante l’anno. In determinate zone e per determinate lavorazioni non era concretamente possibile lavorare per tutta la durata dell’anno, avendo i frutti della terra e le fioriture ben precise regole di maturazione, collegate con le posizioni del sole, l’alternarsi delle temperature, il clima più o meno favorevole o, al contrario, la presenza di piogge e maltempo.

La prassi (prima ancora che l’istituto) prende perciò le mosse da tempi assai antichi, quando il lavoro manuale della terra rappresentava il primo sostentamento della vita della maggior parte delle popolazioni. Assai più recentemente, attraverso la l. 18.4.1962 n. 230, il legislatore italiano inserisce il lavoro stagionale tra i riconosciuti lavori a tempo determinato (art. 1, lett. a) stante la tipicità degli stessi a fini individuativi di circostanze che giustificano l’alternanza di periodi di lavoro a momenti di pausa. Tale tipizzazione verrà meno attraverso l’introduzione da parte del D.Lgs. 368/2001 di una formula generale che adotta il criterio delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo, senza specificare altro.

Questa la lontana genesi del lavoro stagionale, che ha poi trovato una successiva, ultima tappa e motivazione di sviluppo in ragione dell’ammissione al permesso di soggiorno per i lavoratori extracomunitari. Sarebbe troppo sbrigativo tagliar corto dicendo che il lavoro stagionale ha poca attinenza alle mansioni dei giovani laureati. C’è tutta la normativa, che abbiamo visto nei precedenti articoli, in materia di apprendistato, di contratto di inserimento, per non parlare dei contratti di cooperazione a progetto, che può rispondere ad esigenze collegate con le caratteristiche dell’una o dell’altra stagione; ed anche in materia di contratto interinale. Qui, avendo la mansione una durata limitata nel tempo sarà bene che il giovane sappia sfruttare a pieno la determinatezza nel tempo di queste situazioni lavorative, pensando a successivi sviluppi che possano, presumibilmente, occuparlo definitivamente nell’intero arco dell’anno.

Le professioni nel turismo
Attenzione particolare richiedono tutti quei lavori, oggi diffusissimi nel campo del business turistico, che offrono al giovane la possibilità di cimentarsi, in genere proprio nel momento scolare ed universitario, con il contatto con il pubblico non soltanto in qualità di istruttori, animatori e attori, ma anche quali sceneggiatori, tecnici delle luci, e in altre analoghe mansioni più usuali come receptionist e assistenza clienti, all’interno dei villaggi-vacanze o delle navi crociera. E di svolgere funzioni di accompagnatore e di agevolatore di compiti per i turisti in vacanza. La ricerca di tali tipologie di figure è ormai ininterrotta durante quasi tutto l’anno: le società di ricerca di personale sono quasi costantemente impegnate nel reperimento di grandi gruppi di ragazzi e ragazze che posseggano le tecniche e le qualità caratteriali per aspirare ad entrare a far parte di questi ingressi collettivi. In questi casi, conoscere le lingue, essere in possesso di un viso sorridente e di una espressione accattivante sono il primo dei requisiti. Accade con frequenza che giovani particolarmente dotati dal punto di vista sportivo svolgano, durante l’estate, funzioni di istruttore di vela e di wind-surf e durante l’invero sappiano altrettanto bene insegnare ai clienti le migliori tecniche dello sci. A parte queste considerazioni, tali posizioni hanno il pregio, anch’essi, di preparare ad altre funzioni che possano anche essere, più tardi, inserite in un contesto professionale vero e proprio.
Lo stesso convivere per mesi a stretto contatto di gomito con coetanei ugualmente impegnati a “produrre” una vacanza indimenticabile per gli ospiti ha un suo valore non dubitabile di adattamento al lavoro d’équipe ed allo sforzo verso finalità comuni. Senza contare l’allenamento alle lingue che non è l’ultimo dei benefici di periodi passati alle Maldive o a Wengen. Dal punto di vista giuridico questo rapporto con la società turistica pare di difficile classificazione: ammessi da tutti gli stati, i contratti prevedono da una parte la prestazione lavorativa e, dall’altra il diritto al vitto e all’alloggio e ad un compenso monetario. Si può pensare che si tratti di contratti di stage con previsione di retribuzione o di contratti coordinati a progetto.

Opportunità nei call center
Un altro caso tipico di lavoro stagionale per i giovani si offre in ragione delle ontemporanee ferie che possano prendere i lavoratori di call center nel periodo estivo oppure per occasioni di particolari picchi di lavoro dovuti, nella maggior parte delle ipotesi, a lancio di nuovi prodotti. Ed anche per il naturale turn-over che è presente in questo campo professionale. Sono ormai moltissime le categorie aziendali che fanno ricorso al call center come mezzo di informazione pubblicitario primario nei confronti del cliente ed anche di vendita diretta, ma anche come appoggio tecnico in occasione di guasti o di anomalie che le apparecchiature fornite possano presentare da un momento all’altro: si pensi ai call center delle compagnie telefoniche, quelli di certi istituti bancari, quelli degli istituti scolastici privati (molto spesso quelli linguistici) e via dicendo.
In tutte queste situazioni accade sovente che i titolari della “postazione” si trovino nella condizione di dover essere sostituiti frequentemente da nuovo personale. La prestazione può essere retribuita con una parte fissa, che è presente solo a volte, e una variabile. La parte variabile, proporzionale ai risultati raggiunti, è di solito il nucleo preponderante del compenso, trattandosi di un tipico contratto di risultato e non di prestazione.

Come Fondare un’Associazione Culturale

Sempre più persone, anche per reagire alla crisi del sistema del mercato lavorativo, decidono di mettersi in proprio e di fondare un’attività. In particolar modo, in questa guida andremo ad approfondire i passi da compiere per fondare un’associazione culturale.

L’articolo 18 della Costituzione disciplina i comportamenti riguardo l’associazionismo. Per realizzare un’organizzazione del genere bisogna in primis essere in almeno tre persone, non avere finalità lucrative, ma invece perseguire scopi sociali, in questo caso culturali che abbiano dei riflessi positivi sul territorio.

Esistono due tipologie di associazioni: formalmente riconosciute e non. Per quanto riguarda le prime, esse per essere costituite necessitano di un contratto di associazione redatto da un notaio, depositato all’Ufficio del Registro: in questo modo l’associazione acquisisce personalità giuridica ed ha un’autonomia patrimoniale distinta. Per dettagli sui costi è possibile vedere questa guida su Tuaimpresa.net.

Se invece vuoi fondare un’associazione non riconosciuta, ti basterà redigere statuto e atto costitutivo, in modo da consegnarla all’Agenzia delle Entrate per ottenere il codice fiscale. Tali documenti vanno poi depositati all’ufficio predisposto, insieme alla duplice copia dei documenti e al codice fiscale. Il costo delle operazioni è di circa 130 euro.

Fattori Produttivi a Fecondità Semplice – Cosa Sono

I Ffs sono quei fattori produttivi che esauriscono la loro utilità economica in un unico ciclo produttivo. Questi fattori possono
essere sia materiali, sia immateriali. Inoltre, essi fanno parte del capitale circolante aziendale. In particolare i Ffs materiali
utilizzati nell’esercizio compaiono tra i costi d’esercizio, mentre la parte di fattori non impiegata nei cicli produttivi o
impiegata in cicli ancora non conclusi, compaiono tra le rimanenze.

A differenza dei Fattori produttivi a fecondità ripetuta, essi sono definiti portatori di un
minor rischio per l’azienda in quanto, si realizzano direttamente sui mercati finali mediante la vendita dei beni in cui sono
incorporati, rientrando sotto forma di mezzi monetari nelle disponibilità dell’azienda nel breve periodo.