Settore del Turismo e Contratti di Lavoro

Vediamo quali sono i contratti di lavoro utilizzati nel settore turismo.

Il contratto di apprendistato
Risulta essere il primo contratto esaminato, soprattutto nelle forme dell’apprendistato part-time ed a cicli stagionali. Relativamente al “vecchio apprendistato” la circolare precisa che non esiste alcun minimum di orario da osservare nella stipula del contratto ma bisogna in ogni caso rispettare il limite minimo di 120 ore di formazione previste nella legge 196/97. Anche l’apprendistato professionalizzante può essere compatibile con un orario part-time ed anche in questo caso è vietato ridurre in proporzione il monte ore formativo previsto dalla disciplina regionale. Sono, però, ammesse specifiche disposizioni che possono essere introdotte dalla contrattazione collettiva o, in caso di formazione esclusivamente aziendale, dalle Regioni in accordo con le parti sociali.
E’ ammesso anche l’apprendistato stagionale, fermo restando il limite formativo minimo di 120 ore annue per ogni 12 mesi di servizio complessivamente prestato. In caso di imprese dislocate in più regioni, e quindi sottoposte a diverse discipline regionali per l’apprendistato, si applica la disciplina della regione in cui il datore di lavoro ha la propria sede legale.

Il contratto di lavoro intermittente
Risulta essere, per le sue caratteristiche di flessibilità e di semplificazione burocratica, uno dei contratti maggiormente utilizzati nel settore turismo. La circolare chiarisce l’ambito di applicazione di tale tipologia contrattuale, a cui si può far ricorso a fronte di esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, oppure nei week end, nelle vacanze natalizie o pasquali, nelle ferie estive, con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di 25 anni o da lavoratori con più di 45 anni, anche pensionati.

Contratto di Appalto – Caratteristiche

In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del contratto di appalto.

Definizione

Art. 1655 c.c. “L’appalto è il contratto col quale una parte (appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio (su incarico di un committente, a volte detto anche appaltante) verso un corrispettivo in danaro”.

Per l’Art. 1655 c.c. ” l ‘appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio se non è stato autorizzato dal committente”. Permane il divieto di interposizione di manodopera anche dopo l’abrogazione della legge 23 ottobre 1960, n. 1369. L’attuale disciplina contenuta nell’art. 29 del D.Lgs 23 settembre 2003, n. 276 ha reso più flessibile l’istituto ed è stata rivista dalla L.92/2012.

 

Elementi distintivi e caratteristiche (Art. 29 del D.Lgs n. 276/2003):

nel contratto d’appalto, a differenza del contratto di somministrazione, l’appaltatore assume un’obbligazione di risultato e non di mezzi;
l’organizzazione dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore, non necessariamente propri, può risultare anche dall’esercizio del potere direttivo e organizzativo;
L’appaltatore assume il rischio d’impresa essendo tenuto a rispondere del risultato finale nei confronti del committente nel rispetto della propria autonomia organizzativa e gestionale;
L’appaltatore utilizza i propri dipendenti in piena e totale autonomia.

Appalto genuino – Elementi di carattere formale (MLPS Circ. n. 5 dell’11 febbraio 2011)

iscrizione nel registro delle imprese con riguardo alla data, all’oggetto sociale, nonché al capitale sociale
il libro giornale ed il libro degli inventari
il libro unico del lavoro per le scritturazioni afferenti ai lavoratori impiegati nell’appalto (data di assunzione, qualifiche e mansioni)
il DURC (Documento unico di regolarità contributiva)

Certificazione del contratto di appalto

La certificazione può intervenire sia all’atto della stipulazione del contratto di appalto che in fase di esecuzione del programma concordato (Art. 84 D.Lgs n. 276/2003)

Con la procedura di certificazione vengono individuati gli aspetti di liceità ai fini della distinzione rispetto al contratto di somministrazione secondo le linee guida di cui alla circ. n. 48 del 15 dicembre 2004 del Ministero del lavoro.

Secondo l’art. 75 della D.Lgs n. 276/2003, come sostituito dal comma 4 dell’articolo 30 della legge 4 novembre 2010 n. 183, la procedura di certificazione potrà essere richiesta con riferimento a tutti i contratti in cui sia dedotta, direttamente o indirettamente, una prestazione di lavoro.

 

Tessera di riconoscimento: Contro il sommerso e a garanzia dei buoni” appalti, con riferimento in particolare alla sicurezza contro gli infortuni sul lavoro, il datore di lavoro deve dotare il personale impegnato nell’appalto di una apposita tessera di riconoscimento (in alternativa ad uno specifico registro “di cantiere ” per le imprese che occupano fino a nove dipendenti nel singolo appalto), secondo quanto dispone l’articolo 18, comma 1, lettera u, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, contenente anche, dall’entrata in vigore della normativa antimafia, di cui alla legge 13 agosto 2010 , n 136, la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. (Legge 13 agosto 2010 , n. 136, Art.5)

 

Trasferimento di ramo d’azienda: L’appaltante è responsabile solidalmente con l’appaltatore per quanto riguarda i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti ai lavoratori dipendenti ove il contratto d’appalto abbia ad oggetto le attività di un ramo d’azienda ceduto dall’appaltante all’appaltatore (Art. 32 D.Lgs n. 276/2003)

 

Obblighi retributivi. Al personale occupato nell’esecuzione di un contratto di appalto deve essere garantito il trattamento economico stabilito in sede di contrattazione collettiva, in base alle sfere di specifica competenza, nel rispetto dell’art. 36 della Costituzione e dell’art. 36 della legge 300/1970.

Non esiste alcun obbligo di garantire, nell’ambito del medesimo appalto, a differenza di quanto avviene nel contratto di somministrazione di lavoro, ai dipendenti dell’appaltatore, anche a fronte di prestazioni omogenee o comparabili, gli stessi trattamenti economici riconosciuti ai dipendenti del committente, come invece avveniva sotto il vigore della legge abrogata 23 ottobre 1960 n.1369. (Art. 85 D.Lgs n. 276/2003)

 

Responsabilità appaltante/committente, appaltatore e subappaltatore:

Responsabilità solidale per i soli crediti retributivi, entro un massimale pari al debito verso l’appaltatore al momento della domanda giudiziale (Art. 1676 c.c.) ed entro il termine prescrizionale di cinque anni (Art. 2948 c.c.)
Salvo diverse disposizioni dei CCNL, responsabilità solidale con l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori in relazione all’ammontare del debito di natura retributiva o previdenziale, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto. Il committente è convenuto in giudizio unitamente all’appaltatore e agli eventuali subappaltatori, nei confronti dei quali ha facoltà di eccepire il beneficio della preventiva escussione del patrimonio. Tali disposizione non operano nel caso in cui il committente sia una persona fisica non esercitante un’attività di impresa o professionale (Art. 29, commi 2 e 3 ter, D.Lgs n. 276/2003, come modificato dall’art. 4, comma 31, L. n. 92/2012)
Responsabilità solidale dell’appaltatore nei confronti dei subappaltatori relativamente alle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto. La responsabilità solidale viene meno se l’appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti citati, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore (Art. 35, comma 28, D.L. n. 223/2006 convertito con L. n. 248/2006 e ss.mm.).

 

Impugnazione per appalto illecito

Il lavoratore licenziato che sostenga di aver lavorato per un appaltatore in base ad un appalto illecito dovrà impugnare il contratto con atto scritto, anche per il tramite dell’organizzazione sindacale, entro 60 giorni dal licenziamento o dalla comunicazione dei motivi se non contestuali al recesso.

 

Regime sanzionatorio per appalto non genuino

Appalto illecito, privo dei requisiti di cui all’art. 29, comma 1, del D.Lgs n. 276/2003 (Fornitura di mere prestazioni di lavoro, mero esercizio del potere organizzativo e direttivo)

Ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione a carico dell’utilizzatore e del somministratore. Arresto fino a 18 mesi e ammenda aumentata fino al sestuplo in caso di sfruttamento di minori (Art. 18, comma 5 bis D.Lgs n. 276/2003)

 

Definizione della sanzione in sede amministrativa

Prescrizione obbligatoria Art. 15 D.Lgs n. 124/2004: Pagamento di un quarto dell’ammenda per lavoratore e per giornata di occupazione da parte dell’utilizzatore e del somministratore
Condizione: Cessazione immediata dell’appalto

Studiare e Frequentare uno Stage in Grecia e a Malta

Malta e la Grecia si differenziano molto per quanto riguarda il sistema scolastico.

A causa del passato coloniale, il settore scolastico di Malta s’ispira soprattutto al sistema d’istruzione britannico, mentre il sistema scolastico greco è molto più simile a quello italiano.

Per avere un’idea generale dei due sistemi scolastici si possono consultare i siti About Malta, un portale di presentazione del sistema e degli istituti d’istruzione maltesi e Phantis, un portale con numerosi link per i vari argomenti riguardanti l’istruzione in Grecia: scambi, biblioteche, scuole di lingue, formazione professionale, ecc.
Per quanto riguarda, nello specifico, la formazione post universitaria in Grecia possiamo consigliarvi alcuni siti. Ad esempio Study Abroad, in lingua inglese, che propone un elenco dettagliato degli enti postuniversitari greci e Ypepth sito ufficiale della pubblica istruzione in Grecia.
La versione inglese è meno esaustiva di quella in greco, ma sono elencate le università greche e i relativi programmi post laurea. Sono inoltre presenti notizie sul sistema dell’istruzione , sulle borse di studio, sulle scuole internazionali in Grecia, sulle biblioteche e gli archivi e sull’istruzione privata.

Per chi fosse interessato invece a una formazione in ambito economico può consultare IM Studies, sito della Business School University of Strathclyde e Aueb, portale dell’Athens University of Economy and Business. Entrambi gli istituti hanno programmi dedicati alla formazione post laurea.
Malta è soprattutto nota come località per lo studio dell’inglese. Molti infatti sono gli enti, come EF, che organizzano nelle isole maltesi soggiorni di due/tre settimane per coloro che vogliono approfondire o iniziare lo studio della lingua inglese, non trascurando il piacere di stare al mare.
Non mancano comunque le possibilità di continuare gli studi universitari in questo Paese.
Per avere un’idea generale sulle offerte formative presenti a Malta si può consultare il sito ufficiale dell’University of Malta.

Frequentare uno stage
Per chi invece avesse finito gli studi e volesse intraprendere un percorso lavorativo, un buon punto di partenza potrebbe essere lo stage.
Sia per quanto riguarda Malta che per la Grecia vi sono alcune proposte interessanti, in particolare in ambito turistico, ma anche commerciale e finanziario.
Naturalmente in questo caso oltre a consigliarvi di consultare anche i portali descritti nel paragrafo sulle opportunità professionali, vi segnaliamo per entrambi i Paesi i siti Europlacement e Intership.com: entrambi durante la ricerca proponevano almeno una ventina di stage per quanto riguarda la Grecia e una decina per Malta.
Inoltre sul portale Europlacement sono indicati anche una serie di link a portali partner che offrono stage.

Come Inviare un Reclamo Telecom

Inviare un reclamo Tim Telecom è la prima cosa da fare quando si verifica un problema.
Ecco alcuni modi in cui puoi inviare i tuoi reclami Telecom.

Reclamo Telefonico
I reclami Telecom sono facili da fare se sai come fare.
La prima modalità è quella telefonica.
Puoi chiamare il 187 per la linea fissa, il 119 per i numeri mobili o il 191 (per i clienti commerciali) e l’800 191 101 (aziende medio-grandi).

Reclamo Scritto
Telecom Italia mette a disposizione diversi modi per fare un reclamo per scritto.
-Utilizzare la forma scritta inviando una mail a Tim all’indirizzo telecomitalia@pec.telecomitalia.it
-Invia un FAX al numero 800 000 187 per i clienti privati di linea fissa o al numero 800 600 119 per i clienti privati di linea mobile o business
-Spedisci una raccomandata indirizzata a Telecom Italia SPA Divisione Servizio Clienti Casella Postale 111 – 00054 Fiumicino (RM)
-Puoi scrivere direttamente nella casella di posta di Tim caringservizioclienti@telecomitalia.it.
In tutti questi casi è possibile utilizzare questo modello reclamo Telecom per il contenuto della comunicazione, modificandolo in base alle proprie esigenze.

Reclamo Online
Se sei un cliente privato, puoi aprire un ticket di assistenza o fare un reclamo all’interno dell’account MyTim, tutti i giorni, dalle 7 alle 23.
Inoltre, puoi usufruire del servizio Tim Chat che ti permette di ricevere assistenza e parlare con un operatore tramite web.
Dovrai effettuare il login con i dati del tuo account e poi dovrai selezionare la scheda MyTIM e premere su Richiedi assistenza tecnica. A questo punto potrai scegliere l’opzione Segnala un problema e selezionare la tipologia di guasto che vuoi segnalare. Dovrai quindi anche indicare la natura del problema, come ad esempio navigazione assente o lenta. Una volta completato il modulo di richiesta intervento con i tuoi dati personali e con la fascia oraria preferita potrai finalmente aprire la segnalazione.

Se TIM non accetta il reclamo e le motivazioni non ti convincono o non ottieni alcuna risposta entro i 30 giorni stabiliti dalla Carta dei Servizi, hai diritto ad avviare la procedura di conciliazione.
La Conciliazione permette di risolvere extragiudizialmente le controversie con il proprio operatore. Si tratta di una procedura gratuita per chiedere il riesame del reclamo ed il relativo esito, mediante la compilazione della domanda di conciliazione a cui deve essere allegata la documentazione utile a sostegno della tua causa.

Significato di Attività Economica

L’attività economica indica un processo attraverso cui delle risorse, scarse per definizione, sono combinate per ottenere dei beni e dei servizi atti a soddisfare dei particolari bisogni. L’attività umana che consiste nell’utilizzo diretto dei beni (servizi) per il soddisfacimento dei bisogni è il consumo. I bisogni delle persone sono illimitati a differenza dei beni i quali invece sono limitati.

I beni si dicono economici poiché possiedono le caratteristiche dell’utilità per il soddisfacimento d’individuati bisogni e sono limitati. Tali beni economici non sono, se non in minima parte, disponibili in natura secondo le caratteristiche della domanda, si rende quindi necessaria un’attività di produzione.

L’attività di produzione e quella di consumo sono le principali attività economiche svolte dall’uomo. La produzione economica consiste nella trasformazione fisico-tecnica di beni strumentali in entrata (input), in altri beni in uscita (output), ma anche nel trasferimento di questi beni in un certo luogo e tempo richiesti dalla domanda. Quest’attività di produzione economica trova compimento quando la trasformazione fisico tecnica genera un accrescimento del valore monetario del bene finale (output) rispetto agli input, che trova espressione in un prezzo di scambio dell’output superiore della somma dei valori monetari dei singoli input immessi nel processo.

L’azienda per creare questo valore nel tempo, deve svolgere l’attività aziendale secondo una condizione di economicità. L’economicità è una fondamentale regola di condotta, che trova la sua concreta traduzione nel rispetto del complesso delle condizioni di funzionamento aziendale, in particolare l’equilibrio tra i costi e i ricavi, che garantisce un adeguata remunerazione dei fattori impiegati.