Estinzione Posticipata del Mutuo

L’estinzione posticipata del mutuo è una particolare opzione, a favore dei clienti, che permette di dilazionare ulteriormente la rata mensile.

Risulta essere in pratica una dilatazione di pagamento onerosa, con cui l’istituto di credito decide di concedere più tempo al mutuatario per il prestito, incassando così più interessi. E’ una procedura che serve molto nei casi in cui c’è un reale rischio di insolvenza a causa dell’aumento spropositato della rata, diventata insostenibile dal mutuatario. Esiste un conto accessorio in cui viene raccolta questa cifra di differenza del credito, che il mutuatario deve cominciare a rimborsare una volta che abbia estinto interamente il mutuo, su cui la banca provvederà ad applicare l’Eurirs a dieci anni e un massimo di 0,5 di spread.

Nelle banche è prassi consolidata l’applicazione degli interessi solamente al debito residuo, mentre la legge non regola specificatamente cosa debba essere fatto in questo caso; per questo spesso vengono applicati anche agli interessi passivi che sono già stati precedentemente versati, dando luogo al cosiddetto anatocismo. Non è specificato da nessuna legge nemmeno quante volte l’istituto di credito sia tenuto alla concessione di rinegoziazioni; alcuni vi ricorrono una sola volta durante tutta la durata del rapporto, evitando così il rischio che ha mandato in crisi, in America, i mutui subprime. Prolungando la rata si evita un’eventuale insolvenza da parte delle famiglie (e anche gli eventuali pignoramenti) che non possono più sostenerne il pagamento a causa dell’eccessivo aumento dei tassi.

Il mutuatario di solito non riesce ad ottenere modifiche delle condizioni specificate nel contratto e, nel periodo precedente al 2007, era tenuto anche a pagare una penale in caso volesse estinguere anticipatamente il mutuo; ma, per contro, il mutuante può decidere di ritirarsi dal contratto quando vuole e unilateralmente, in caso di inadempienza del mutuatario o del suo mancato rispetto di clausole o obbligazioni contrattuali. Nel 2007 la finanziaria ha previsto l’abolizione di ogni penale per chi volesse chiudere un mutuo con estinzione anticipata; tuttavia esistono altri tipi di penali ancora previste e in vigore, ad esempio in caso di inadempienza del mutuatario di fronte alla richiesta dell’istituto di credito di obbligazioni nuove (risoluzione del contratto, richiesta di reintegrare ogni garanzia, ecc…).

Questa facoltà è limitata a obbligazioni di tipo specifico e non è prevista in caso di circostanze generiche, come spiegato dalla clausula risolutiva espressa; può accadere ad esempio che non avvenga il reintegro delle garanzie, che il mutuatario, al di là di ogni previsione, non riesca a soddisfare le richieste dell’istituto di credito. Quando il contratto viene rescisso, la restituzione dell’intero importo a cui ammonta il debito deve avvenire rapidamente, ed eventualmente comprenderà una penale e gli interessi previsti.

Estinguere l’ipoteca è un’operazione che va effettuata al cospetto di un notaio, e costa all’incirca quanto l’iscrizione. Il Decreto Bersani impone all’istituto di credito, una volta che il debito gli sia stato ripagato completamente, di comunicarlo direttamente all’Agenzia del Territorio, la quale effettuerà la cancellazione in maniera del tutto gratuita, d’ufficio.

Come Investire in Argento

Quando si parla di metalli preziosi si pensa subito al metallo per eccellenza, l’oro.
Tanta gente ha deciso di investire sui metalli, basta pensare che in alcuni aeroporti Italiani e anche all’estero ci sono dei distributori automatici che vendono metalli preziosi come l’oro e l’argento.
Ma si sa che l’oro visto i rialzi degli ultimi anni si è dimostrato più redditizio ma per quello che riguarda l’argento non è così.
Infatti il rialzo che ha avuto l’argento in questi ultimi anni è stato minimo e chi ha deciso di investire in questo metallo (argento) non ha fatto degli ottimi affari.

L’oro è apprezzato in qualsiasi paese si vada mentre l’argento per alcune culture è un metallo da evitare poiché portatore di sventura.
Molti investitori hanno puntato su questo metallo prezioso e in poco tempo hanno visto scendere il prezzo dell’oncia.
Invece questo non è accaduto per quello che riguarda l’oro.
I dubbi che mi vengono è che l’argento è da sempre il metallo meno ricercato e a riguardo parlano le statistiche che vedono i gioielli in argento invenduti o venduti ma con meno frequenza mentre alti metalli hanno avuto il boom di vendite.
Io ho avuto delle catenine e bracciali in argento e visto che non li usavo ho deciso di portarli in gioielleria per ricavarne qualche soldino e con grande sorpresa ho visto che non valeva la pena venderli e poi il guadagno era veramente minimo.
Pertanto se ho dei soldi da investire preferisco farlo scegliendo altri metalli e non certo l’argento.
La storia insegna che l’argento ha dei ricavi leggeri e lunghissimi.
E questo non è capitato in questi ultimi anni ma è sempre stato così.
A differenza di altri metalli l’argento ha registrato in alcuni anni un calo del prezzo all’oncia mentre altri metalli bene o male hanno tenuto il loro prezzo originale.

Io alla fine il mio argento non l’ho venduto ed ho preferito tenerlo ma comunque non credo che riuscirò mai ad ottenere dei ricavi particolari.
Oggi chi decide di investire in borsa su questa categoria a parer mio sbaglia poiché non tiene conto che l’argento non è ricercato come altri metalli preziosi.
Il dubbio più grosso è che l’argento può avere un calo in quotazione come è successo un po’ di anni fa perdendoci investimenti che sono frutto del nostro lavoro.

Io non vi consiglio di investire sull’argento poiché non da certezze di guadagno.
I vantaggi nell’investire sull’argento sono sicuramente bassi ma non sono privi di guadagno del tutto.
Mentre i svantaggi a parer mio sono che l’argento a poco mercato e pertanto non frutterà mai come altri metalli preziosi e pertanto si rivela un investimento sbagliato.
Eppure questo metallo è comunque prezioso e trova applicazioni su diversi campi ed è un buon conduttore.
Però resta sempre un metallo con una crescita lenta e che difficilmente porta profitti.
Anche molte banche nei loro cavò non tiene più argento ma solo lingotti in oro e questo perché come vi dicevo prima ormai l’era dell’argento è finita anche se comunque rimane un metallo prezioso.
Concludo dicendovi che non vi consiglio di usare i vostri risparmi per investire in questo metallo come l’argento ma di indirizzarvi su altri investimenti.

Come Studiare in Canada

Il Canada non possiede un sistema di istruzione nazionale. L’istruzione pubblica è infatti sotto la giurisdizione di ciascuna delle dieci Province e dei tre Territori di cui si compone, ognuno dei quali ha un proprio Ministero dell’Istruzione.
Per riunire tutte queste istituzioni, nel 1967 è stato creato il CMEC (Council of Ministers of Education).
Bisogna inoltre considerare che ogni istituto di istruzione superiore ha un proprio regolamento e, di conseguenza, le regole per l’ammissione, i requisiti richiesti, le tasse per la frequenza dei corsi e l’offerta formativa possono variare molto.

Organizzazione degli studi
L’istruzione superiore è offerta da università e college ed è articolata in due livelli di corsi
undergraduate: grado iniziale di istruzione universitaria, che corrisponde alla laurea di I livello in Italia;
graduate: secondo e terzo livello di istruzione universitaria, che corrispondono agli studi post laurea triennale in Italia.
I corsi undergraduate rilasciano, dopo 3 o 4 anni di studio, i diplomi di Bachelor. Più nello specifico, la denominazione può essere “Bachelor of arts” o Bachelor of sciences”, a seconda dell’ambito degli studi effettuati.

I corsi graduate sono articolati in corsi master (uno o due anni di studio dopo il bachelor) e in dottorati di ricerca (da 3 a 5 anni di ricerche post master).
L’anno accademico di norma inizia a settembre e termina ad aprile, con possibilità di ammissione a settembre e gennaio.
A seconda della località, la lingua di insegnamento è l’inglese o il francese oppure, in alcuni casi, entrambe.
Oltre alle tradizionali lezioni in aula, molte università offrono programmi a distanza.
L’Università di Alberta, del Québec e la British Columbia, inoltre, basandosi sul modello britannico, hanno istituito una Open University, con politiche di ammissione liberali e una rilevante specializzazione per l’insegnamento a distanza.

Requisiti e ammissione
Risulta essere importante ricordare che per poter studiare in Canada è necessario possedere uno specifico visto: se si desidera immatricolarsi a un corso di durata inferiore a 6 mesi, si dovrà richiedere un visto turistico, altrimenti servirà quello per studio o per tirocinio.
Al momento della richiesta del visto, si dovrà possedere la seguente documentazione: lettera di accettazione dell’Istituto prescelto, fotocopia del passaporto con almeno 6 mesi di validità, 2 fotografie recenti (nome e data di nascita riportati sul retro), una certificazione delle condizioni finanziarie che devono permettere il sostentamento personale per tutta la durata del periodo di studi, il certificato del Casellario Giudiziale e Carichi Pendenti che accerti la fedina penale, il pagamento della tassa d’ufficio non rimborsabile. Per chi ha programmato di studiare nel Quebec sarà necessario richiedere anche il certificato di accettazione nel territorio.

Per quanto riguarda i requisiti per l’accesso e l’equivalenza dei titoli stranieri, ciascuna università stabilisce autonomamente regole e criteri.
Per i corsi graduate (master e dottorati) l’esperienza professionale può essere valutata favorevolmente e, a volte, può sostituire l’esperienza accademica.
Per chi si è laureato in Italia, particolarmente in Facoltà che prevedono un percorso di studi di 5 anni, è possibile essere ammessi direttamente a programmi di Dottorato.

Oltre ai titoli di studio, occorre dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza di inglese o francese a seconda dell’università prescelta. Nella maggioranza delle università anglofone occorre possedere almeno 550-600 punti nel test TOEFL (Test of English as a Foreign Language), mentre le università francofone non hanno punteggi minimi, ma valutano le domande caso per caso.

Visto che possono essere richiesti altri requisiti specifici, variabili da un istituto all’altro, occorre prendere contatto diretto con gli istituti stessi.
Prima dell’arrivo nel paese è necessario, inoltre, informarsi sulla eventuale assicurazione sanitaria (non sempre inclusa nelle tasse di frequenza universitaria).

Iscrizioni e scadenze
Per l’ammissione a un corso presso un ateneo canadese è necessario contattare l’istituto prescelto (Registrar’s office), chiedendo la documentazione specifica per gli studenti stranieri.
I termini per l’iscrizione dipendono dalla singola università, ma generalmente la scadenza è due mesi prima dell’inizio del semestre.
Una volta ammessi si riceve una lettera di accettazione, con la quale sarà possibile richiedere il visto per studio alla sede italiana dell’Ambasciata del Canada, Ufficio Immigrazione.
Nell’insieme queste procedure richiedono molto tempo: ad esempio, per ottenere il permesso di soggiorno può capitare di aspettare anche sei mesi, dunque è consigliabile iniziare l’iter almeno con otto mesi di anticipo rispetto all’inizio preventivato delle lezioni.

Tasse universitarie e budget
I costi per la frequenza degli istituti canadesi variano in relazione alla Provincia e al tipo di università e di corso.
Le tasse di iscrizione per i corsi undergraduate, ad esempio, possono oscillare tra 5.000 e 17.000 dollari canadesi.
In molti istituti, inoltre, gli studenti stranieri sono tenuti a corrispondere un ammontare superiore a quello stabilito per i residenti in Canada, soprattutto nel Québec e nei College di Arte Applicata e di Tecnologia dell’Ontario.
Il governo del Canada offre borse di studio per studenti stranieri, per periodi da 4 a 12 mesi, presso istituti e laboratori canadesi. Possono partecipare laureati, laureandi, dottorandi, dottori di ricerca e artisti di cittadinanza italiana.
Le Università e i College bandiscono un numero limitato di borse di studio a copertura parziale delle tasse di iscrizione, assegnate, in base al merito, a iscritti a programmi graduate.
Le domande devono essere presentate direttamente a ogni istituto al momento della richiesta di ammissione al corso di studi.

Come Funziona la Rinegoziazione Mutuo

In un periodo di crisi economica come quello che negli ultimi anni sta vivendo il nostro paese,
il termine ” mutuo ” è entrato prepotentemente nel nostro vocabolario, dal momento che per
parecchi passi importanti della vita di ogni cittadino in un paese in cui il costo della vita è molto
più alto degli stipendi medi , un prestito è davvero l’unica soluzione.
E , parlando del mutuo , di prestito si tratta.

Il mutuo, infatti , è un vero e proprio contratto in cui la figura legale detta mutuatario cede in
prestito denaro oppure altri beni in cambio di una garanzia.
Il mutuatario classico , almeno nel nostro paese , è un qualsiasi istituto di credito , una banca
che concede un fido di cifre di altissimo rilievo in cambio di garanzie sulle quali rivalersi nel
caso in cui chi prende il mutuo non sia in grado , ad un certo punto , di continuare a ripagarlo.
Il mutuo più diffuso in Italia negli ultimi anni è proprio quello immobiliare , visto che in tempi di crisi
il bene primario che merita l’indebitarsi , anche se per anni , è proprio la casa.
Spesso in questi casi la garanzia è proprio la casa stessa , sulla quale viene accesa un’ipoteca che ,
a debito definitivamente estinto , il neo proprietario dell’immobile può decidere di cancellare
dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari.
Da un punto di vista formale si tratta di un vero e proprio contratto che permette di stabilire , una
volta scelto il tipo di contratto , in quale forma ed in quali cifre restituirlo.

Ma se si creano problemi nel corso del tempo, oppure si dispone , fortunatamente , di cifre più
alte da investire nella restituzione del prestito bancario , allora si può ricorrere alla rinegoziazione ,
per modificare le regole di restituzione cui ci si vincola alla firma del contratto stesso di mutuo.
Tal volta tale meccanismo economico viene confuso con la sostituzione del mutuo , cosa completamente differente , dal momento che in questo secondo caso si tratta di richiedere un secondo mutuo
a condizioni differenti , per poter saldare il primo mutuo ed in questo modo cancellarlo definitivamente.
Per quanto riguarda la rinegoziazione , invece, ci si deve recare presso l’Istituto di Credito mutuatario e discutere le particolari richieste direttamente con la direzione della Banca che ci ha concesso il
prestito.

Il vero vantaggio di questa operazione rispetto ad una sostituzione di mutuo è che , trattandosi
dello stesso Istituto di Credito , e dello stesso contratto , ogni modifica può essere effettuata senza
il bisogno di ricorrere ad un nuovo atto notarile , con grande risparmio di tempo e di denaro.
Al contrario , la sostituzione prevede che il nuovo contratto venga stipulato con l’aiuto di un notaio , che va ovviamente pagato a parte.
Svantaggio , però , è che i due contraenti non possono cambiare , quindi la banca , anche se
se ne trova una con costi più vantaggiosi , deve rimanere quella dell’apertura del contratto.
In conclusione, può essere un’operazione vantaggiosa a seconda delle proprie esigenze.

Come Diventare un Restauratore

I restauratori, sono dei professionisti che si occupano di dare nuova vita a libri, mobili, affreschi o oggetti che appartengono al passato. Il restauratore, è in grado di capire ed analizzare lo stato dell’opera d’arte e di preventivare degli interventi. Si tratta di un lavoro estremamente affascinante che richiede una formazione alquanto complessa e articolata; infatti, un bravo restauratore deve avere non soltanto un’ottima formazione ma anche un solido bagaglio di esperienze. E’ questo professionista che decide quali siano le tecniche migliori e gli strumenti da utilizzare per il recupero dell’opera; per questo è necessario che sappia stendere un piano di lavoro, sia in grado di effettuare misurazioni e perizie. I principali campi nei quali un restauratore lavora sono le opere private e quelle che appartengono allo Stato; un’ulteriore distinzione riguarda le opere archeologiche, quelle cartacee o lapidee.

Per diventare restauratore dopo aver conseguito la terza media, il percorso di studi potrebbe proseguire o iscrivendosi ad un liceo artistico oppure al liceo scientifico, nel quale vengono fornite le basi importanti di matematica, fisica e chimica. Naturalmente la scelta del tipo di scuola, dipende dal campo nel quale si desidera lavorare; infatti, le possibilità sono svariate e comprendono il settore lapideo, cartaceo, ligneo e tanti altri.

In seguito, il percorso di studi prosegue frequentando l’accademia delle belle arti oppure una scuola di restauro; le più ambite e note del nostro Paese sono l’istituto centrale per il restauro e l’opificio delle pietre dure entrambi a Firenze. Le scuole di restauro presenti sul nostro territorio, sono state fondate per volontà del Ministero dei beni e delle attività culturali. Queste scuole, forniscono un diploma di laurea che è equiparato alla laurea magistrale ed hanno una durata di cinque anni.

Per poter iscriversi, è necessario superare un concorso pubblico. Fra queste scuole a Roma si trova l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, la Scuola per il restauro del mosaico a Ravenna e la Scuola di alta formazione a Venaria Reale. Se si desidera intraprendere la carriera di restauratore di monumenti e si possiede una laurea in ingegneria, architettura o lettere è possibile iscriversi al biennio di restauro dei monumenti. Al termine degli studi si ottiene il titolo di specialista in restauro dei monumenti.

Inoltre, esistono numerose altri corsi di specializzazione e scuole che permettono di imparare le tecniche di restauro e conservazione. Nella scelta dei corsi di specializzazione, è fondamentale verificare che una discreta parte delle ore sia di tirocinio o stage; inoltre, meglio che i docenti siano tutti altamente qualificati. Le materie affrontate durante il corso di studio riguardano lo studio dei materiali, delle tecniche di restauro ma anche lo sviluppo della manualità.

Per diventare restauratore qualificato, si possono frequentare i corsi di durata quadriennale; per conseguire questo titolo è necessario aver frequentato le scuole O.P.D o I.C.R oppure una scuola statale e regionale. Ma per le ultime due, bisogna considerare la necessità di proseguire la formazione con un periodo di pratica che sia certificato. La qualifica di restauratore, può essere ottenuta anche se si è in possesso di un diploma di laurea in conservazione e restauro oppure se si è frequentato un corso di restauro di almeno due anni. In alternativa, è sufficiente essere in possesso di un’esperienza minima di quattro anni nello svolgimenti dei restauri dei beni culturali.

Il restauratore può trovare impiego sia presso botteghe e studi provati che presso i laboratori dello Stato; inoltre, secondo la propria competenza può lavorare direttamente sul sito ove si svolge il recupero, per esempio se restaura un affresco, oppure in laboratorio, se si occupa di documenti cartacei.

Il restauratore può lavorare sia in con come dipendente pubblico o privato che aprendo un’attività in proprio. Se si sceglie un un’attività in proprio, è necessario richiedere l’iscrizione al registro delle imprese artigiane presso la camera di commercio; inoltre, è necessario richiedere l’apertura di una partita IVA, aprire una posizione Inail, Inps. Il locale da adibire a laboratorio deve ottenere il visto rilasciato dall’Asl di appartenenza e deve rispettare le norme igieniche. Se l’attività è svolta in modo occasionale, invece, sarà sufficiente l’emissione di una ricevuta, che può essere realizzata seguendo questo modello.

Il campo del restauro offre importanti prospettive lavorative, soprattutto per alcuni materiali come le pellicole cinematografiche e gli strumenti musicali.