Come Lavorare in Oviesse

L’azienda Oviesse è una delle più interessanti proposte nel settore dell’abbigliamento maschile e femminile, punto di riferimento nel fashion retail ad un prezzo assolutamente competitivo con una qualità di prodotti all’altezza delle aspettative.

Ad oggi l’azienda vanta 561 negozi nel mondo di cui 69 all’estero, un numero molto elevato di clienti ed acquirenti con un fatturato che vanta oltre 35 milioni di scontrini e oltre 100 milioni di capi venduti, ed un numero di dipendenti che si aggira intorno ai 4000.

Per lavorare in questa azienda leader nel settore dell’abbigliamento con un prodotto di qualità, di stile e di gusto italiano, occorre prima di tutto collegarsi al sito Internet di Oviesse e cliccare nella sezione Oviesse lavora con noi, in questa sezione, che potrete trovare all’indirizzo Internet Lavoro Oviesse, è possibile inviare il proprio curriculum vitae caricando i propri dati sul sito,

A dire il vero, le opportunità di trovare lavoro con Oviesse sono essenzialmente due, come accade per le più grandi ed organizzate aziende: la prima comprende la possibilità di visionare le candidature aperte, ovvero le posizioni ricercate scegliendo nel menu a tendina le proprie opzioni preferite in fatto di sede, ruolo lavorativo e marchio. Una volta trovata la posizione che ci interessa, possiamo candidarci semplicemente cliccando sul link “Invia la tua candidatura”, ed attendere l’eventuale chiamata di colloquio conoscitivo.

In alternativa, si può optare per la comoda opzione di invio del proprio curriculum, in modo da inserire i propri dati nel sito dell’azienda e da permettere all’azienda di valutare il vostro profilo a seconda delle sue esigenze.

Come Diventare un Rumorista

Una professione molto artistica e piena di interessanti sorprese è quella del rumorista: in alcuni casi, esso è un esperto nel missaggio del suono, che grazie a tecniche particolari può riprodurre alcuni rumori all’interno di film e cartoni animati, e che può occuparsi, insieme ad altri esperti tra cui il fonico ed il compositore, delle colonne sonore dei film.
In altri casi, il rumorista è anche un vero e proprio artista, che riesce, grazie all’uso della sua voce, a ricreare alcuni rumori più o meno comuni: si tratta quindi in questi caso di una professione un po’ diversa, perché se nella prima opzione il rumore viene prodotto mediante l’uso di strumenti “esterni” (come il rumore del traffico cittadino, il vento, il verso degli animali), nel secondo caso è proprio la persona a ricreare gli effetti sonori desiderati.

Per diventare rumorista – inteso quindi come un artista che può svolgere nel tempo anche un lavoro di doppiatore o di cabarettista – si possono seguire due strade: in alcuni casi, persone particolarmente dotate e con un innato talento, riescono con il tempo a perfezionare autonomamente le proprie doti e le proprie capacità, che ovviamente sono da considerarsi come “innate”.
In questo caso, può accadere che sin da bambini si abbia una passione innata per questo tipo di cose, e che nel tempo si possa sviluppare in maniera autonoma pur senza desiderare che questa passione diventi un lavoro: vi sono infatti moltissimi rumoristi cabarettisti che, pur non avendo seguito alcun corso e nessuna scuola di formazione specifica, si specializzano da soli e riescono a diventare anche molto bravi.

Risulta essere il caso soprattutto di persone che provano e riprovano, fino a trovare il proprio stile e la propria strada: sono persone solitamente molto talentuose, dotate non solo di un certo talento innato ma anche di un grande spirito di osservazione e di ascolto, e che utilizzano, ad esempio, registratori o telefonini per iniziare ad ascoltare i rumori da imitare.
In secondo luogo, esiste anche un’altra scuola di pensiero, secondo la quale per diventare veri rumoristi e quindi dei veri artisti, occorre seguire dei corsi specifici di formazione, che aiutino non solo a prepararsi per svolgere questo mestiere a contatto con il pubblico, ma che educhino anche all’ascolto ed all’osservazione.

Una di queste può essere pertanto la scuola di doppiaggio: per iscriversi alla scuola di doppiaggio e specializzarsi in questo lavoro, occorre prima di tutto informarsi sulle scuole presenti nella propria città, e sulla serietà della scuola che si sceglie. Infatti, nel mondo dello spettacolo in generale non è sempre molto facile svolgere un lavoro senza venir truffati: controllare che tutto sia un regola, che la scuola di doppiaggio sia seria e in cui gli insegnanti svolgano il proprio mestiere nella massima serietà.

Scegliere la scuola di doppiaggio giusta non è semplice ma neanche così difficile: si possono infatti utilizzare diversi escamotage, come ad esempio collegarsi su internet e controllare non solo che la scuola abbia un sito di riferimento – con la possibilità di avere quindi un feedback immediato, ma anche chiedere informazioni nei vari forum circa la scuola o le scuole che formano un rumorista o un cabarettista.

Comunque, una delle cose più interessanti di questo lavoro è che anche durante il periodo di formazione è utile nonché in molti casi una buona prerogativa quella di esercitarsi: una buona idea può essere quella di chiedere l’aiuto di amici e parenti, da sottoporre alle proprie idee ed ai propri progressi.
In ogni caso, frequentare con assiduità e serietà la scuola di doppiaggio può, nel tempo, rivelarsi molto utile ed importante, per imparare tutti i trucchi del mestiere e diventare così un bravo rumorista.

Come Lavorare Come Cuoco all’Estero

Una delle esperienze professionali più diffuse per quel che riguarda il lavoro all’estero è senza dubbio quella che si profila nel campo della ristorazione, e non solo per quel che riguarda il lavoro stagionale ma anche dal punto di vista di un lavoro fisso alle dipendenze del gestore di un locale, o come libera attività.

Il settore della ristorazione, infatti, offre moltissime possibilità di sviluppo e di crescita sotto diversi profili economici, lavorativi e professionali, e perché no anche sotto il profilo umano.

Vediamo insieme come si configura il lavoro di cuoco all’estero, con tutti i pro e i contro di ogni singola situazione analizzata.

Il cuoco come lavoratore stagionale

Prima di tutto, un cuoco con comprovata esperienza – ma anche con un’esperienza minima nel settore – riesce molto facilmente a trovare lavoro stagionale, che può configurarsi in diversi modi.

Il lavoro stagionale come cuoco offre infatti diverse opportunità: ci si può candidare sia per lavorare sulle navi – per esempio su una nave crociera – sia per lavorare in bar, ristoranti e locali situati in zone turistiche per eccellenza.

Per quanto riguarda la prima possibilità, solitamente è bene candidarsi per tempo a questo tipo di offerte di lavoro, tenendo tuttavia conto del fatto che generalmente per lavorare sulle navi da crociera occorre avere un diploma o comunque una comprovata esperienza nel settore.

Per trovare lavoro come cuoco sulle navi da crociera e svolgere così una sorta di lavoro stagionale, ci si può candidare direttamente sui siti Internet delle varie compagnie navali presentando la propria candidatura, meglio se corredata di curriculum vitae ed eventuale lettera di presentazione. Se la compagnia navale per la quale si vuole svolgere la professione di cuoco è straniera, il consiglio è quello di proporre la propria candidatura in lingua inglese, e chiaramente è molto importante in quel caso avere una buona competenza linguistica.

Per quanto riguarda invece la seconda possibilità, ovvero quella di proporsi come cuoco in ristoranti e locali aperti in alcune stagioni dell’anno – quindi in zone altamente turistiche – bisogna chiarire alcuni punti fondamentali. Le possibilità di lavorare in questo settore non mancano mai, anche perché esistono zone in cui il turismo è maggiormente diffuso in estate – pensiamo soprattutto alle località di mare – e zone in cui invece trovare lavoro stagionale è sicuramente più facile in inverno. Pensiamo soprattutto a nazioni come l’Austria, in cui la possibilità di lavorare come cuoco è particolarmente presente soprattutto in inverno.

Questa opportunità di lavoro, poi, è molto interessante perché, a meno che non vi sia specifica richiesta di conoscenza approfondita della lingua, spesso si può svolgere questo mestiere anche senza particolari ed approfondite competenze linguistiche, anche se il consiglio generale è sempre quello di avere sempre almeno un’infarinatura della lingua onde evitare spiacevoli sorprese.

Il lavoro come cuoco all’estero: dipendente o gestore di un’attività?

Esiste poi un’altra possibilità di lavoro all’estero per chi svolge la professione di cuoco: i pro e i contro di questo tipo di attività valgono all’estero così come in Italia, visto che un conto è essere un semplice dipendente in un ristorante, un altro è essere proprietario e gestore di un locale aprendo così una attività in proprio.

Non spetta sicuramente a noi dire quale delle due attività sia migliore rispetto all’altra, ma possiamo dire che in ogni caso, il lavoro di cuoco all’estero con queste premesse è un lavoro che richiede molte responsabilità, al contrario di quanto si potrebbe pensare. Questo vale sia per il lavoro come dipendente, sia per una libera attività, anche se le responsabilità aumentano nella seconda possibilità: aprire un ristorante all’estero significa infatti avere a che fare con burocrazia straniera, documentazioni da fare, responsabilità diverse, il tutto condito anche da una certa difficoltà linguistica che in molti casi può rendere tutto più difficile.

Il consiglio, in questo caso, è quello di valutare bene i pro e i contro prima di partire e prima di buttarsi a capofitto in questa esperienza, ricordando inoltre che esistono anche delle agenzie che si occupano di mediare e di aiutare il lavoratore all’estero dal punto di vista linguistico e burocratico.

Come Risolvere Problemi con le Disdette dei Contratti

Il diritto del consumatore di recedere e disdire un servizio è tutelato dalla legge. Ciò nonostante, sempre più di frequente l’atto di disdire un servizio si presenta al consumatore come un vero e proprio percorso ad ostacoli, in cui le società fornitrici di servizi inseriscono le proprie regole e i propri cavilli burocratici. Ce ne sono di tipi. Questo accade, in particolar modo, nei servizi con rinnovo tacito ed automatico.

La mancanza di chiarezza delle regole
Quello che manca è quasi sempre una procedura standard tramite la quale l’utente consumatore possa facilmente recedere e disdire un servizio bancario, di telefonia, assicurativo ecc. In teoria, per recedere da un servizio dovrebbe essere sufficiente inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui si comunica alla società erogatrice del servizio la propria volontà di non rinnovare automaticamente il contratto alla sua scadenza o di disdire il servizio immediatamente (se il contratto lo prevede). In questa comunicazione va espressa con chiarezza la volontà di recesso e i propri dati utente. Fin qui la teoria… proviamo però a vedere cosa accade quando si chiede un recesso da un servizio. Qui di seguito elenchiamo alcuni problemi in cui si incappa:

Richiesta di codici di sicurezza inviati all’inizio del servizio. Può capitare che la società erogatrice del servizio chieda come dato un codice di sicurezza inviato al momento dell’attivazione del servizio, rifiutandosi di disdire il servizio con i soli dati di riferimento del cliente. A questo si aggiunge la difficoltà di reperire tale codice di sicurezza se l’utente dovesse averlo smarrito nel corso del tempo. Dopo molta perdita di tempo e lunghe telefonate ai call center che, spesso, non possono fare molto, l’utente-consumatore può solo intraprendere due strade, cioè agire per vie legali per disdire il servizio affrontando i relativi costi o rinunciare a disdire il servizio. Questa pratica commerciale sarebbe opportuno che fosse espressamente vietata dalla legge in quanto rende a volte quasi impossibile disdire un servizio adsl, una carta revolving ecc. Sarebbe sufficiente obbligare i fornitori di servizio a richiedere per il recesso esclusivamente i dati di riferimenti presenti nelle ultime bollette o fatture inviate al cliente. Escludendo così fantomatici codici di sicurezza la cui finalità è esclusivamente quella di limitare le possibilità di disdetta del cliente.

Difficoltà a reperire l’indirizzo dell’ufficio disdette. L’indirizzo dell’ufficio per le disdette non è facilmente rintracciabile sul sito web o sui documenti della società erogatrice del servizio. Spesso l’indirizzo si trova all’interno dei contratti. In caso di cambiamenti avvenuti nel corso del tempo l’utente-consumatore ha serie difficoltà a reperire il nuovo indirizzo per le disdette. Sarebbe sufficiente imporre per legge alle società erogatrici di servizio di pubblicare le modalità di recesso con chiarezza sul proprio sito web, inserendo un link alle stesse fin dall’home page. Per risolvere il problema è possibile fare riferimento al sito Disdette.net, su cui sono presenti queste informazioni.

Servizio non disattivato dopo la comunicazione di disdetta. Anche dopo aver inviato disdetta il servizio non viene disattivato. Talvolta le aziende erogatrici del servizio non disattivano il servizio anche dopo aver ricevuto una regolare disdetta. In questi casi, si costringe l’utente ad inviare ulteriori comunicazioni. Come ad esempio inviare un’ulteriore raccomandata in cui si allega la fotocopia della ricevuta di ritorno della disdetta o recarsi presso un ufficio della società (quasi mai vicino alla residenza dell’utente) per consegnare di nuovo la documentazione di disdetta. Ulteriori ed inutili perdite di tempo e costi che il consumatore sostiene, soltanto per aver deciso di cambiare fornitore.

Se avete avuto esperienze negative per disdire o per recedere da un servizio (bancario, telefonico, assicurativo ecc) raccontateci la vostra esperienza. Nel pieno rispetto della vostra privacy proveremo a descrivere la fattispecie in questo elenco, nella speranza che la politica e le associazioni dei consumatori ne prendano spunto per migliorare l’attuale contesto normativo.

Come Aprire Impresa di Giardinaggio

Avviare un’impresa di giardinaggio è un investimento sicuro perché si tratta di un settore in crescita. Oggi si dà una grande attenzione al verde e alla natura, sia come elemento capace di incrementare il valore di un determinato immobile che come elemento indispensabile per migliorare la qualità di vita. Consideriamo anche il sempre crescente interesse nel confronti del giardinaggio, delle piante da arredamento, dei fiori e di tutti gli oggetti per praticare questo lavoro.

Per aprire un’impresa di giardinaggio bisogna possedere delle competenze di base che si possono arricchire e migliorare in seguito frequentando corsi ad hoc. Una volta che si è creato un certo giro d’affari si può decidere di approfondire un settore, per esempio quello sulle piante grasse, e diventare specialisti seguendo i corsi che vengono proposti dalle regioni. Si possono affinare le conoscenze diventando architetti di giardino o paesaggisti.

Un’impresa di giardinaggio può garantire un buon reddito se si riesce a farsi conoscere e promuovere l’ attività presso condomini, enti locali e privati.

Buone possibilità di guadagni vengono offerte anche dai proprietari di case situate fuori dalle città e nei centri turistici.

Prima cosa è necessario decidere se si vuole puntare a fondare una grande impresa oppure una piccola attività. Per la grande impresa gli adempimenti burocratici sono senza dubbio maggiori e comprendono una ragione sociale, l’iscrizione al registro delle imprese e così via. Invece una piccola impresa ha necessità di un capitale sociale minimo, per una srl il capitale è diecimila euro. Se si hanno dei soci con i quali intraprendere l’attività,si può pensare di fondare una società di persone o di capitali.

Non esiste nessuna licenza o albo per poter esercitare l’attività di giardiniere. L’importante è essere iscritto alla camera di commercio, aprire una partita IVA e dare comunicazione al Comune di appartenenza dell’inizio dell’attività.

Per lavorare rispettando la normativa vigente è bene farsi seguire da un consulente che si occupi di gestire anche la parte finanziaria. Per avere altri consigli è utile rivolgersi alle associazioni di categoria.

Il budget iniziale dipende dalla grandezza del locale da acquistare, del magazzino, del parco macchine e dalla presenza o meno di un vivaio.

I costi per una piccola impresa sono contenuti, riguardano l’acquisto dei macchinari e attrezzature base per curare i parti e il verde in genere. Soprattutto agli inizi è preferibile ridurre al minimo il personale dipendente, optando per un’impresa a gestione familiare.

Fra le spese bisogna considerare la manutenzione periodica delle macchine, e i sistemi di sicurezza personali, come tappi per le orecchie e occhiali di protezione, per sé stessi e per i propri operai.

Per riuscire a svolgere questo lavoro in maniera ottimale bisogna essere in buona salute e godere di una buona forma fisica che consenta di affrontare lunghi periodi all’aria aperta oppure spostare mezzi pesanti o cumuli d’erba.

I tipi di servizio che si possono garantire vanno dalla falciatura del prato, alla cura dei parchi all’installazione degli impianti di irrigazione. Per avere un buon successo è bene organizzare il lavoro in modo che non ci siano periodi vuoti, come può accadere d’inverno. Soprattutto dalla primavera sino all’autunno le imprese di giardinaggio hanno tante richieste, poi durante il periodo fresco queste diminuiscono sensibilmente. Per evitare questa calo sensibile di lavoro ci si può proporre per raccogliere foglie, per concimare o per altre operazioni.

Un altro fattore importante è saper organizzare bene il lavoro ed essere in grado di recuperare eventuali ritardi dovuti al mal tempo. Bisogna essere pronti a lavorare anche il sabato per poter consegnare entro la data stabilita il lavoro.

Per farsi conoscere è bene puntare su un buon sito internet ricco di foto dei lavori già svolti, puntate molto sul passaparola e cercate di contattare amministratori di condominio della zona e proporre tariffe e servizi concorrenziali.

Il successo di un’impresa di giardinaggio dipende anche dai prezzi proposti; informiamoci sulle tariffe delle altre attività e cerchiamo di allinearci, proponendo spesso promozioni e sconti che fidelizzino i clienti o li spingano a contattarci. Sul mercato si trovano tantissimi software pensati proprio per fare le stime dei lavori di giardinaggio. In questo modo si può calcolare velocemente l’importo di un determinato lavoro, tenendo in considerazione tutti i costi.

Bisogna ricordare che è meglio stabilire una tariffa oraria e che i preventivi si fanno sempre gratuitamente.