Come Avviare Coltivazione di Funghi

Coltivare funghi è una passione che accomuna moltissimi italiani. Anche senza disporre di grandi spazi, è possibile riuscire a soddisfare il proprio fabbisogno familiare con un minimo investimento. In poco tempo, si possono avere dei raccolti di funghi abbondanti e piuttosto economici. Senza considerare che non è necessario rispettare la stagionalità.

I grossi negozi di giardinaggio e la rete offrono dei kit pronti all’uso coi quali poter impiantare una fungaia.

Per poter aprire una coltivazione di funghi bisogna rispettare le normative vigenti sull’igiene, sulla sicurezza e sugli aspetti fiscali.

Trattandosi di un’attività agricola, la legge da tenere presente è la 126/1985. In questa legge si trovano tutte le regole da rispettare a partire dal tipo di funghi che si può coltivare.

Per prima cosa bisogna costituire un’azienda agricola che richieda l’autorizzazione, obbligatoria, per edificare la fungaia. Ciò vale sia per strutture in muratura che per serre.

Per poter confezionare i funghi è necessario avere l’autorizzazione della Asl di appartenenza; inoltre, è obbligatorio avere il corso HACCP che di può seguire presso la camera di commercio. Altri aspetti burocratici riguardano la maniera in cui verranno confezionati i funghi e la loro etichettatura che deve essere a norma.

L’autorizzazione sanitaria è obbligatoria e sulle etichette bisogna riportare le diciture prevista dalle norme vigenti in materia di etichettatura.

E’ anche obbligatorio essere in possesso di un certificato, rilasciato dalla Asl, che attesti la conoscenza dei funghi.

Per riuscire a districarsi si può chiedere l’appoggio di un consulente o di un commercialista. Da non trascurare l’iscrizione alle associazioni di categoria.

L’investimento iniziale, soprattutto se si vuole mettere su una fungaia di medie dimensioni, non è troppo oneroso. E’ da tenere conto che si possono richiedere, in alcuni casi specifici, dei finanziamenti per giovani o per la riqualificazioni di alcuni terreni.

Il consiglio è quello di iniziare prima con un minimo investimento per rendersi conto se l’attività può andare avanti e con quale profitto. Per prima cosa è necessario costruire le fungaie, cioè delle serre, decidere che tipologia di funghi coltivare e acquistare il substrato più idoneo a quel tipo di produzione.

Si può anche ricorrere a dei substrati già pronti, cioè che posseggono le spore dei funghi desiderati, in questo modo si abbreviano i tempi di produzione. Inoltre, si riducono i costi perché non è necessario acquistare tutti le attrezzature necessarie per creare un substrato.

Le aziende già avviate, in genere, si producono da sé il loro substrato; queste realtà hanno anche più serre in modo da aver garantita una produzione costante di funghi per tutti i periodi dell’anno.

Il personale, se le dimensioni della fungaia sono piccole, è ridotto al minimo. La raccolta è piuttosto veloce e poco complicata; basta ruotare il fungo, badando di non estirparlo.

I costi che vanno considerati, sono quelli relativi al mantenimento delle serre, all’acquisto dei substrati, all’impianto di irrigazione al confezionamento ed etichettatura. Inoltre, bisogna considerare il costo

I funghi sono un prodotto molto richiesto, sia per la loro buona resa che per il costo relativamente basso. Con un investimento non troppo oneroso si possono avere dei buoni raccolti. Naturalmente la velocità di crescita e il risultato , sono legati alle condizioni climatiche e all’umidità presente. Infatti l’umidità, nelle ditte più importanti, sono controllate in maniera precisa da un computer.

I substrati una volta esausti possono essere riciclati e utilizzati per fertilizzare la terra. Per avere un successo garantito è necessario farsi conoscere ed apprezzare; per questo è bene proporre la produzione anche ai piccoli negozi di frutta e verdura.

Per riuscire ad imporsi sul mercato è bene essere molto professionali; tutti coloro che non hanno alle spalle degli studi specifici è bene che si informino sui funghi e sulla loro coltivazione e che si tengano in aggiornamento costante. Al momento dell’avvio della coltivazione di funghi, è possibile richiedere la consulenza di un tecnico che ci affianchi nel momento della scelta del micelio, della crescita e della coltivazione dei funghi.

Il tipo di produzione può essere incrementato introducendo nuove specie secondo la richiesta dei clienti. I possibili acquirenti sono i mercati ortofrutticoli, i grandi supermercati e i ristoranti.

In genere i funghi più richiesti sono gli champignons e i plerotus; anche altri sono richiesti ma certamente hanno un mercato di nicchia come il carboncello e i chiodini.

Come Lavorare in Motivi

Motivi è una delle aziende di abbigliamento più importanti degli ultimi tempi: essa si occupa da anni, infatti, dell’abbigliamento femminile con grande successo, perché Motivi è un marchio fresco, giovane, alla moda e soprattutto adatto a tutte le tasche.

Nel corso degli anni, Motivi si è fatto conoscere per la semplicità ed eleganza del suo marchio, e ad oggi, sul sito internet dell’azienda, è stata aperta anche una sezione dedicata allo shopping on line.

Chi volesse intraprendere un percorso di lavoro con questa azienda, deve prima di tutto collegarsi sul sito Internet Motivi.com, ed andare alla ricerca della sezione dedicata alle opportunità di lavoro, ovvero “Motivi lavora con noi”.

In questa sezione, che si può visionare al sito Internet Lavorare in Motivi, viene consigliato di recarsi direttamente al portale Mirogliocareers.com offerte di lavoro, nel quale è possibile consultare le diverse ed innumerevoli posizioni aperte per l’azienda.

Le posizioni aperte e gli annunci di lavoro, sono in particolare suddivisi a seconda dell’area di interesse e della località in cui si potrà svolgere il lavoro: una volta scelto l’annuncio più pertinente con i propri interessi e con i propri requisiti, si può procedere alla candidatura attraverso il modulo Candidati presente sul sito.

Risulta essere inoltre possibile registrarsi al sito Internet, creare un proprio profilo e caricare il proprio curriculum, in modo che i propri dati anagrafici e lavorativi vengano incrociati con le eventuali posizioni aperte, ed in modo da facilitare così l’incontro tra domanda ed offerta.

Come Contabilizzare i Corrispettivi Giornalieri

Se hai aperto da poco un’attività commerciale, devi sapere che hai l’obbligo per le operazioni economiche di rilasciare regolare scontrino attestante l’avvenuto incasso che dovrai registrare nell’apposito Registro dei corrispettivi. Siccome le scritture contabili al riguardo, non sono agevoli, ti spiegherò in questa guida come mantenere la contabilità dei tuoi corrispettivi senza dover ricorrere a un consulente esperto.

Se sei un imprenditore appartenente alla categoria dei commercianti al minuto o artigiani aperti al pubblico hai l’obbligo di rilasciare ai tuoi clienti lo scontrino fiscale comprovante la realizzazione d un incasso (ricavo). Tale incasso (“corrispettivo giornaliero”) va annotato nel registro corrispettivi al lordo dell’IVA. Qui di seguito ti illustrerò, con un esempio pratico e semplice, come contabilizzare i tuoi corrispettivi giornalieri e come registrarli anche ai fini dello scorporo IVA periodico.

Supponiamo che tu, titolare di un negozio di abbigliamento e con liquidazione IVA mensile, abbia venduto il giorno 21 novembre n. 3 capi al prezzo totale di € 1.000,00. A fine giornata, dovrai annotare nel Registro l’avvenuta operazione economica; quindi dovrai redigere la seguente scrittura in partita doppia: DISP. LIQ./CASSA a VALORE PRODUZIONE/CORRISPETTIVI € 1.000,00 La CASSA va in DARE perché indica il sorgere del credito dell’azienda, infatti è un’entrata e quindi un conto di natura patrimoniale. Il valore della produzione va in AVERE perché rileva un ricavo: è dunque un conto di natura economica.

Alla fine del mese (30/11), dovrai effettuare lo scorporo dell’IVA e contabilizzare tale operazione registrandola. Ai fini dello scorporo, dovrai effettuare questa operazione matematica: € 1.000,00 / 1,20 Ovviamente, se l’IVA fosse stata del 10% invece del 20%,avresti dovuto dividere l’incasso giornaliero per 1,10. La stessa cosa vale se l’IVA da applicare fosse stata del 4%, e così via.

In ogni caso, il risultato dell’operazione di cui sopra costituisce la base imponibile (€ 3.000,00), mentre le restante € 600,00 costituiscono l’IVA mensile da versare e che dovrai registrare effettuando il giroconto in questo modo: VALORE DI PRODUZIONE/CORRISPETTIVI a IVA/IVACORRISPETTIVI € 600,00 In questa registrazione, i CORRISPETTIVI vanno in DARE perché si tratta di uno storno parziale del ricavo, mentre l’IVA CORRISPETT. va in AVERE perché sorge il debito dell’azienda verso l’Erario.

Come Avviare una Coltivazione di Piante Aromatiche

Avviare un’attività di coltivazione di piante aromatiche è una attività redditizia; le piante aromatiche si usano per tisane, infusi e profumi per la casa. Inoltre, le piante aromatiche vengono impiegate per preparare liquori e bevande alcoliche.

Le piante aromatiche hanno un grande mercato, infatti vengono richieste anche per l’industria farmaceutica e per le preparazioni omeopatiche.

Le piante aromatiche sono molto ricercate soprattutto se derivano da agricoltura biologica o comunque da agricoltura integrata. La grande richiesta è spinta anche dalle nuove tendenze culinarie e dalla ricerca di soluzioni naturali per la cura di sé stessi.

Aprire un’attività di coltivazione di piante aromatiche è un’idea vincente perché in Italia c’è una forte richiesta, visto che la produzione interna non è sufficiente a coprire il fabbisogno interno. Una grossa fette delle piante aromatiche presenti in commercio infatti, non deriva dalla produzione nazionale ma è di importazione. Ecco perché l’idea di avviare una coltivazione di questo tipo di piante officinali o aromatiche può significare alti guadagni.

La coltivazione di piante aromatiche può anche comprendere delle piante officinali; è di fondamentale importanza decidere subito quali piante coltivare. Questo perché ogni pianta ha bisogno di terreni e di cure differenti; è quindi bene cercare di trovare piante che abbiano bisogno di un habitat quanto più possibile simile. Infine, un’ottima idea imprenditoriale è quella di scegliere piante già tipiche di quel territorio; ogni area ha una vegetazione tipica che è legata all’altitudine, al tipo di clima, all’insolazione e così via. Per coltivare piante aromatiche o piante officinali non sono richieste qualifiche particolari. Le uniche limitazioni sono legate alla coltivazioni di piante particolari come ad esempio quelle piante considerate “droghe”.

Per avviare una coltivazione bisogna scegliere un terreno da affittare o da acquistare; se il terreno è abbandonato bisogna procedere con una valutazione della situazione in cui si trova il fondo e procedere con un’eventuale bonifica.

Per avviare una coltivazione di piante officinali è necessario iscriversi presso il registro delle imprese; inoltre se si pensa di trasformare i prodotti raccolti e di destinarli alla vendita sono obbligatorie altre autorizzazioni rilasciate dalla Asl. Per dedicarsi al commercio è anche necessario richiedere l’apertura di una partita Iva.

Per avviare una coltivazione è fondamentale la passione e la voglia di fare; questo tipo di attività richiede un grande impegno organizzativo e fisico; bisogna essere pronti a fare sforzi fisici, a stare per lunghe ore all’aria aperta anche durante i periodi più freddi. Di contro è vero che coltivare le piante è una grande soddisfazione. Stare all’aria aperta, osservare i risultati è piuttosto piacevole e ripaga di tutte le fatiche fatte.

Per avviare una coltivazione è meglio puntare su piante come l’origano, la menta e il timo; queste sono le specie considerate più facili da coltivare per la loro estrema adattabilità.

Per riuscire nell’intento è necessario avere una buona formazione e una buona conoscenza delle tecniche agricole. Queste si possono imparare frequentando corsi professionali oppure conseguendo un diploma presso un istituto scolastico agrario.

Queste conoscenze devono però essere supportata dall’esperienza e dalla pratica. Molti dei coltivatori di erbe aromatiche hanno imparato il loro lavoro sul campo, a diretto contatto con gente esperta.

Se non si è particolarmente ferrati è possibile optare per l’acquisto di un’attività già avviata oppure si può pensare ad una società nella quale ci sia almeno un socio esperto del settore.

Fra le spese da considerare per l’avvio di una simile attività bisogna considerare l’acquisto o l’affitto di un terreno, i macchinari, l’acquisto delle piantine, le bollette dell’energia, i costi per l’impianto di irrigazione e un eventuale stipendio per il personale dipendente.

In alcuni casi si può beneficiare di capitali regionali o di fondi dell’unione europea; questi soldi possono essere impiegati per ingrandire la coltivazione oppure per specializzarla e creare anche un piccolo laboratorio dedicato alla trasformazione del prodotto.

Inoltre, non sempre si riescono a vendere le piante aromatiche così come sono; alcuni mercati richiedono soltanto piccoli mazzetti oppure le piante in vasi di determinate dimensioni. Tutte queste informazioni sono fondamentali per orientare la produzione e per stilare un business plan adeguato.

Nel momento in cui si ordinano le piante, è importante considerare anche il tipo di mercato che si ha a disposizione; è inutile puntare su piante aromatiche rare o molto di nicchia se ci si rivolge ad una clientela dai gusti classici.

Come Diventare Wedding Planner

l wedding planner è una nuova professione sempre più richiesta, anche in Italia. Il termine, deriva dall’inglese e significa “organizzatore di matrimoni”.E’ arrivata dall’America e si è affermata presto anche in Italia. Sempre più coppie preferiscono farsi aiutare e consigliare nell’organizzazione del matrimonio da un professionista che sia in grado di rispondere a tutte le loro richieste e desideri. Inoltre, un wedding planner è in grado di dipanare qualsiasi dubbio in fatto di stile e bon ton.

Il wedding planner può occuparsi in toto delle nozze oppure può gestire solamente alcuni aspetti; questo dipende dalle esigenze degli sposi e dagli accordi intercorsi.

Le sue mansioni principali sono il disbrigo della burocrazia con la conseguente prenotazione di Comune o Chiesa per la celebrazione del rito; consigliare uno stile per il matrimonio, gestire il menù, i catering, l’allestimento dei tavoli e tutte le operazioni di addobbo per la location. Inoltre, aiuterà gli sposi a scegliere delle musiche sia per la cerimonia che per la festa e suggerirà come compilare la lista nozze.

I alcuni casi gli sposi, chiedono al wedding planner dei consigli sull’acquisto dell’abito e degli accessori. Tutti i problemi che si possono verificare durante la cerimonia o prima vengono risolti da questo professionista.

Per riuscire a svolgere il mestiere di wedding planner in maniera professionale è necessario avere molta pazienza, saper ascoltare i clienti, saper gestire lo stress e la stanchezza e avere delle ottime doti di problem solving. Bisogna essere diplomatici, gentili ed avere una buona capacità organizzativa.

E’ importante saper fornire soluzioni innovative e personalizzate che rientrino nei gusto degli sposi.

Per diventare wedding planner bisogna frequentare dei corsi specifici che forniscono le competenze di base. Esistono corsi anche on line oppure con sede nelle diverse città. Il consiglio è quello di frequentare un corso che offra serie garanzie, come insegnanti qualificati, un buon monte ore di tirocinio un titolo riconosciuto e spendibile. Le materie affrontate comprendono psicologia, marketing e contabilità. Inoltre è possibile affrontare dei corsi tematici relativi ad un unico argomento specifico.

Dopo il superamento dell’esame finale è bene iniziare a fare pratica, affiancando un wedding planner già esperto. E’ fondamentale tenersi aggiornati, conoscere le novità e avere una buona rete di fornitori e conoscenze.

Per essere pronti ad affrontare questo lavoro bisogna anche avere una buona conoscenza delle location situate nella vostra zona. E’ bene iniziare a farsi un’idea di ville, castelli e altre dimore che vengono affittate per i matrimoni. La prima ricerca si può svolgere su internet e poi si può procedere con la visita sul luogo.

Le possibilità di guadagni sono buone, perché si tratta di una professione piuttosto richiesta. Dopo il corso si può decidere se lavorare in proprio aprendo un’attività di wedding planner oppure se diventare dipendente. Se si sceglie di mettersi in proprio bisogna per prima cosa sbrigare tutte le pratiche burocratiche e rivolgersi ad un commercialista. Richiedere la partita IVA, iscriversi alla camera di commercio e scegliere un locale sono le priorità. Il locale deve essere in una zona molto frequentata oppure in un grosso centro commerciale.

Sempre meglio optare per una città piuttosto che un piccolo centro. Per farvi conoscere è indispensabile la pubblicità e una bella insegna. Rivolgetevi ad un web master che vi realizzi un sito web con tutte le vostre informazioni e le foto dei precedenti lavori. E’ necessario tenerlo sempre aggiornato, ben curato e con il vostro logo evidente. Infatti, è necessario studiare un nome e un logo che caratterizzi la vostra attività e vi renda distinguibili dagli altri concorrenti. Fatevi conoscere, frequentate le fiere dedicate agli sposi, pubblicizzatevi con volantini e cartelloni. Per i primi tempi, è molto importante lavorare anche nei matrimoni di conoscenti, perché è un modo per fare esperienza e soprattutto per farsi notare da altre coppie in procinto di sposarsi.

In genere le tariffe sono diverse secondo si tratti di una semplice consulenza oppure di un servizio completo. Il guadagno, in genere è più alto in certi mesi piuttosto che in altri soprattutto agli inizi. E’ indubbio che i periodi più in voga per sposarsi siano quelli primaverili ed estivi. L’inverno, tranne per qualche mese non è molto richiesto; bisogna attrezzarsi per proporre location alternative o nozze particolari anche nei periodi di stanca.