Rinuncia incarico curatore fallimentare – Fac simile


La rinuncia all’incarico di curatore fallimentare si utilizza quando il professionista, dopo la nomina, ritiene di non poter proseguire nell’incarico e chiede al tribunale di essere sostituito. Nelle procedure disciplinate dal Codice della crisi si parla di curatore della liquidazione giudiziale; in ogni caso, la rinuncia non produce da sola la cessazione dell’incarico: occorre presentare la richiesta all’autorità giudiziaria e attendere il relativo provvedimento.

Nella comunicazione vanno indicati il tribunale, il numero della procedura, gli estremi della nomina e motivi specifici e documentabili, oltre alle attività già svolte e alle eventuali urgenze. La richiesta deve essere depositata con le modalità previste per la procedura; è utile allegare i documenti pertinenti e segnalare gli adempimenti pendenti, così da agevolare la valutazione e il passaggio delle consegne.

Come scrivere un Rinuncia incarico curatore fallimentare

La “rinuncia all’incarico di curatore fallimentare” è un’istanza rivolta al tribunale che ha conferito la nomina. Non è, di regola, una semplice comunicazione con cui il curatore può dichiarare concluso il proprio compito: l’incarico deriva da un provvedimento giudiziario e la richiesta di lasciare la procedura deve essere sottoposta al tribunale, che decide come procedere e provvede, se necessario, alla sostituzione. Fino al provvedimento del giudice, il curatore non dovrebbe considerarsi automaticamente liberato dagli obblighi dell’ufficio.

Prima di redigere il documento occorre chiarire in quale situazione ci si trova. Se la nomina è appena stata comunicata e non è ancora stata accettata, è più corretto parlare di mancata accettazione o di impedimento ad assumere l’incarico, anziché di rinuncia a un incarico già svolto. Se invece il curatore ha accettato la nomina e ha iniziato l’attività, l’istanza deve descrivere le ragioni per cui chiede di essere sostituito e affrontare anche la continuità della gestione. Per le procedure aperte secondo la disciplina precedente si usa ancora il termine “fallimento” e si applicano le relative norme; per le nuove procedure la denominazione è “liquidazione giudiziale”, regolata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La data di apertura della procedura aiuta a individuare la disciplina pertinente. Nei rispettivi regimi, la revoca o sostituzione è rimessa al tribunale, secondo le norme applicabili, tra cui l’articolo 37 della legge fallimentare per le procedure anteriori e l’articolo 134 del Codice della crisi per quelle soggette al nuovo Codice.

L’istanza va intestata al tribunale competente, indicando la sezione e, se noto, il giudice delegato. Deve identificare senza ambiguità la procedura: numero di ruolo o numero della procedura, denominazione del debitore, eventuale codice fiscale e data del provvedimento di apertura. È utile riportare anche la data del decreto di nomina e quella in cui il curatore ha accettato l’incarico. Questi riferimenti permettono alla cancelleria e al giudice di associare il documento al fascicolo corretto.

La motivazione deve essere concreta, verificabile e proporzionata alla richiesta. Si possono indicare, per esempio, un impedimento sopravvenuto, una condizione di salute, una causa di incompatibilità o un conflitto di interessi, oppure circostanze professionali che rendono impossibile proseguire adeguatamente l’attività. Non basta, in genere, una formula generica come “motivi personali” se non consente al tribunale di valutare la situazione. La descrizione deve restare sobria: occorre fornire gli elementi utili alla decisione, senza inserire dati riservati o informazioni estranee alla procedura. Se la ragione è documentabile, si può richiamare il documento allegato e spiegare in che modo incide sull’incarico. Quando vi sono esigenze di riservatezza, è opportuno valutare con attenzione quali dettagli esporre nell’istanza e quali comprovare con documentazione riservata, secondo le modalità ammesse nel fascicolo.

La richiesta dovrebbe precisare con chiarezza che cosa si chiede al tribunale: prendere atto dell’impedimento e disporre la sostituzione, oppure adottare i provvedimenti ritenuti necessari per assicurare la prosecuzione della procedura. Se l’urgenza è reale, va spiegata indicando le attività imminenti, le scadenze o i rischi che potrebbero derivare dal ritardo. È preferibile non dichiarare che la rinuncia ha effetto da una data scelta unilateralmente. Si può chiedere che la sostituzione avvenga con la necessaria urgenza o dalla data che il tribunale riterrà opportuna, lasciando al giudice la decisione sulla decorrenza e sulle misure di passaggio.

Se il curatore ha già iniziato a operare, è utile descrivere sinteticamente lo stato della procedura: attività svolte, adempimenti ancora da compiere, scadenze ravvicinate, beni o documenti custoditi, disponibilità liquide e eventuali rapporti pendenti che richiedono attenzione. La finalità non è redigere in questa sede un rendiconto completo, ma permettere al tribunale di valutare il rischio di interruzione e predisporre un passaggio ordinato. È opportuno dichiarare la disponibilità a consegnare al sostituto, secondo le indicazioni del giudice, fascicoli, documentazione, credenziali o informazioni operative e a compiere gli atti necessari per la salvaguardia urgente della procedura. Non si dovrebbe invece lasciare intendere che ogni attività cesserà immediatamente dopo il deposito dell’istanza.

La rinuncia all’ufficio non equivale automaticamente a rinunciare al compenso maturato o al rimborso delle spese. Se vi sono somme da liquidare o spese documentate, è possibile segnalare la questione, ma la richiesta di cessazione dall’incarico va tenuta distinta dalla domanda di liquidazione del compenso e dal rendiconto delle attività, che seguono le regole della procedura e le decisioni del tribunale. Non vanno inseriti importi presunti o non giustificati; se si chiede il rimborso di spese, è utile indicarne natura e documentazione, senza confondere tale richiesta con la motivazione della rinuncia.

Gli allegati dipendono dal motivo invocato. Possono essere pertinenti, per esempio, documenti che attestano l’impedimento, comunicazioni ricevute o una breve relazione sulle attività e sulle scadenze in corso. La documentazione non deve essere aggiunta in modo automatico: ogni allegato dovrebbe essere richiamato nel testo e servire a comprovare un fatto rilevante. Se si citano allegati, occorre numerarli o identificarli in modo coerente, così che il giudice possa collegarli facilmente alle affermazioni dell’istanza.

Il documento deve essere datato e sottoscritto dal curatore. Nelle procedure telematiche il deposito avviene normalmente nel fascicolo della procedura, usando le modalità e gli strumenti previsti per il deposito degli atti e la firma digitale; eventuali indicazioni della cancelleria o prassi del tribunale possono incidere sugli aspetti operativi. La richiesta non dovrebbe essere inviata soltanto al debitore o ai creditori: va depositata presso l’autorità giudiziaria che gestisce la procedura. L’eventuale comunicazione ad altri soggetti, o la necessità di ulteriori adempimenti, dipende dal provvedimento del tribunale e dalle regole applicabili al caso concreto.

Un errore frequente consiste nel presentare una lettera generica di “rinuncia irrevocabile” senza indicare procedura, ragioni e attività pendenti. Altre formulazioni da evitare sono quelle che fanno sembrare automatica la cessazione dell’incarico o che annunciano l’abbandono immediato della gestione. È utile personalizzare il testo in base alla fase della procedura, alla natura dell’impedimento e agli adempimenti prossimi, mantenendo separate la richiesta di sostituzione, la consegna delle attività e le eventuali questioni economiche.

Modello Rinuncia incarico curatore fallimentare

TRIBUNALE DI ____________

Sezione ____________

Procedura di ____________ (fallimento / liquidazione giudiziale) di ____________

R.G. n. ____________

Giudice delegato: ____________

ISTANZA DI ESONERO DALL’INCARICO DI CURATORE

Ill.mo Tribunale di ____________

Il/La sottoscritto/a ____________, nato/a a ____________ il ____________, codice fiscale ____________, con studio in ____________, via ____________, PEC ____________,

premesso che

– con provvedimento del ____________, comunicato/notificato in data ____________, è stato/a nominato/a curatore della procedura indicata in epigrafe;

– il/la sottoscritto/a ha accettato l’incarico in data ____________;

– in data ____________ è sopravvenuta la seguente circostanza, che rende necessario chiedere di essere esonerato/a dall’incarico: ____________;

espone

La circostanza sopra indicata consiste in ____________ e determina l’impossibilità / la grave difficoltà di proseguire nell’incarico per le seguenti ragioni: ____________.

Alla data della presente istanza, lo stato della procedura e le attività di maggiore rilievo sono i seguenti: ____________. Sono pendenti, in particolare, i seguenti adempimenti, scadenze o attività urgenti: ____________.

La documentazione e le informazioni relative alla procedura sono attualmente custodite presso ____________. Le somme e i beni della procedura risultano depositati o custoditi presso ____________ [indicare, se pertinente, istituto di credito, conto intestato alla procedura, luogo di custodia e altri riferimenti]: ____________.

Tutto ciò premesso, il/la sottoscritto/a chiede

che l’Ill.mo Tribunale voglia:

1. disporre l’esonero del/della sottoscritto/a dall’incarico di curatore della procedura indicata in epigrafe;

2. adottare i provvedimenti conseguenti, compresa la nomina di un nuovo curatore;

3. impartire, ove occorra, le disposizioni necessarie per il passaggio delle consegne, la trasmissione della documentazione e la continuità degli adempimenti della procedura.

Il/La sottoscritto/a dichiara la propria disponibilità a collaborare per il tempestivo passaggio delle consegne e, sino al provvedimento del Tribunale, a curare gli atti non differibili secondo le disposizioni dell’Autorità giudiziaria.

Documenti allegati:

1. ____________

2. ____________

3. ____________

Luogo ____________, data ____________

Il/La curatore/trice

____________________________

____________