Rinuncia alla querela – Fac simile


La rinuncia alla querela riguarda chi, dopo aver segnalato un reato perseguibile a querela, intende ritirare la propria iniziativa e favorire la chiusura del procedimento. Se la querela è già stata presentata, il termine giuridico è remissione della querela: non tutti i reati consentono la remissione e, di regola, occorre che la persona querelata l’accetti.

La dichiarazione deve indicare con chiarezza i dati delle parti, i riferimenti della querela e la volontà non equivoca di rimetterla; va datata, sottoscritta e presentata con le modalità previste all’autorità competente. La sola consegna del documento non garantisce l’archiviazione: prima di firmare, è opportuno verificare che la remissione sia ammessa nel caso concreto e quali effetti comporti.

Come scrivere un Rinuncia alla querela

Nel linguaggio comune si parla spesso di «rinuncia alla querela», ma se la querela è già stata presentata il termine giuridico più preciso è remissione della querela: è la dichiarazione con cui la persona offesa ritira la volontà di perseguire penalmente il fatto. Se invece la querela non è ancora stata presentata, di regola non c’è una querela da ritirare: la persona può scegliere di non presentarla, tenendo conto dei termini previsti per il reato specifico. I due casi hanno effetti e modalità differenti.

La remissione può chiudere il procedimento soltanto quando il reato è perseguibile a querela e la legge consente di rimettere la querela. Non basta quindi aver presentato un documento denominato «querela» o «denuncia»: una denuncia relativa a un reato perseguibile d’ufficio, per esempio, non diventa inefficace perché la persona offesa dichiara di ritirarla. Anche per alcuni reati perseguibili a querela sono previste limitazioni alla remissione. Prima di firmare, occorre perciò verificare la qualificazione del reato e l’eventuale carattere irrevocabile della querela nel caso concreto, con l’autorità che segue il procedimento o con un professionista.

La dichiarazione deve provenire dalla persona che ha presentato la querela o da chi è legittimato a rappresentarla. Se la querela è stata presentata da un rappresentante per conto di una persona minorenne o incapace, oppure da una persona giuridica, può essere necessario verificare chi abbia il potere di rimetterla e quale documentazione lo dimostri. Se più persone hanno presentato querela, la dichiarazione di una non va automaticamente considerata valida anche per le altre: ciascuna posizione va chiarita. Quando interviene un procuratore, non è prudente affidarsi a una delega generica: la remissione fuori dall’udienza richiede, secondo le regole processuali, una procura speciale.

Nel documento è opportuno identificare con precisione chi rimette la querela, indicando nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza o domicilio e, se utile, un recapito. Vanno poi indicati la persona nei cui confronti era stata presentata la querela e il fatto a cui si riferisce. Per evitare equivoci, è utile riportare la data di presentazione e l’ufficio presso cui è stata depositata, come una stazione dei Carabinieri, un ufficio di Polizia o la Procura della Repubblica. Se si conoscono, si possono aggiungere il numero di protocollo, il numero del procedimento o il nome dell’autorità procedente. Non occorre inventare un numero di fascicolo: se non è disponibile, è meglio ometterlo.

La dichiarazione dovrebbe esprimere in modo diretto e non ambiguo la volontà di rimettere la querela, identificando il fatto cui si riferisce. Formule generiche come «non intendo più procedere» possono lasciare incerto se la persona voglia effettivamente rimettere la querela o stia soltanto manifestando un cambiamento di atteggiamento. È preferibile scrivere, in sostanza, che si rimette la querela presentata in una certa data nei confronti di una determinata persona per il fatto descritto, riportando i riferimenti disponibili. Se vi sono più episodi o più persone coinvolte, occorre precisare quali siano compresi nella dichiarazione; una frase ampia può produrre effetti diversi da quelli che si intendevano.

La remissione può essere resa espressamente oppure, in determinate circostanze, risultare da comportamenti incompatibili con la volontà di mantenere la querela. Per evitare che il significato del comportamento venga discusso, è preferibile una dichiarazione esplicita. La remissione non produce però i suoi effetti se la persona querelata non l’accetta, anche tacitamente; l’accettazione può quindi incidere sull’esito e non va data per scontata. Inoltre, la dichiarazione è irrevocabile: una volta resa validamente, non si può contare sulla possibilità di ritirarla perché si cambia idea.

Non si dovrebbe subordinare la remissione a una condizione, per esempio scrivendo «rimetto la querela se riceverò il pagamento» o «a condizione che la persona non mi contatti più». La remissione sottoposta a termini o condizioni non produce effetto secondo le regole processuali. Se le parti stanno anche concordando un risarcimento, una restituzione di beni o altre obbligazioni, è preferibile disciplinare questi aspetti in un accordo distinto e formulare con attenzione le relative clausole. La remissione, da sola, non equivale necessariamente a una rinuncia al risarcimento o a ogni pretesa civile: un’eventuale rinuncia a tali diritti deve risultare chiaramente dal testo e può avere conseguenze ulteriori.

Per il pagamento di una somma non esiste un importo da inserire nella remissione in quanto tale. Se vi è un accordo economico separato, l’atto relativo dovrebbe indicare con precisione l’importo, la causale, le modalità e la data del pagamento, nonché se il pagamento sia già avvenuto o sia ancora dovuto. È opportuno evitare formule come «a saldo di ogni pretesa» se non si è compreso quali diritti si stiano effettivamente abbandonando. Una quietanza di pagamento e una remissione della querela sono dichiarazioni diverse, anche quando vengono sottoscritte nello stesso contesto.

La remissione resa fuori dall’udienza segue modalità formali specifiche: la dichiarazione va resa personalmente, oppure tramite procuratore speciale, e ricevuta dall’autorità procedente o da un ufficiale di polizia giudiziaria; deve essere sottoscritta da chi rimette o dal procuratore speciale. Se viene resa in udienza, può essere dichiarata oralmente e inserita nel verbale. La consegna di una semplice lettera privata alla persona querelata non va considerata, da sola, una modalità sicura per formalizzare la remissione. Prima di spedire o consegnare il documento, è quindi consigliabile chiedere all’ufficio che ha ricevuto la querela o che si occupa del procedimento quale modalità utilizzi e se occorrano appuntamento, identificazione o specifici allegati. Non va dato per scontato che l’invio per posta elettronica o PEC sostituisca le formalità richieste.

La dichiarazione dovrebbe riportare luogo e data della sottoscrizione e una firma leggibile. È utile portare un documento d’identità e, se si agisce per un’altra persona o per un ente, la documentazione che dimostri i poteri di rappresentanza e l’eventuale procura speciale. Può essere utile allegare una copia della querela o indicarne gli estremi, ma gli allegati necessari dipendono dal caso e dalle richieste dell’ufficio. Conviene conservare una copia del documento firmato e chiedere una ricevuta o un’attestazione della presentazione. La data da indicare è quella in cui si firma la remissione, non quella in cui si era verificato il fatto o si era presentata la querela.

Se la querela non è stata ancora presentata, una lettera di «rinuncia» non sostituisce le regole sul termine per proporla. Il termine varia in base al reato e può avere eccezioni; non è corretto applicare un’unica scadenza a ogni situazione. Prima di lasciarlo trascorrere, è quindi opportuno accertare quale termine si applichi e da quando decorra. Se invece è già aperto un procedimento, indicare in modo esatto l’ufficio e i riferimenti disponibili aiuta a collegare la remissione al fascicolo giusto, ma non sostituisce la verifica che il reato sia remissibile e che l’eventuale accettazione sia stata acquisita.

Modello Rinuncia alla querela

DICHIARAZIONE DI REMISSIONE DELLA QUERELA E DI ACCETTAZIONE

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di ____________

oppure

Al Comando/Ufficio di ____________

Procedimento penale n. ____________

Autorità procedente ____________

Il/La sottoscritto/a querelante

Nome e cognome ____________

Nato/a a ____________ il ____________

Codice fiscale ____________

Residente in ____________, via/piazza ____________ n. ____________

Documento di identità ____________ n. ____________, rilasciato da ____________ il ____________

e il/la sottoscritto/a querelato/a

Nome e cognome ____________

Nato/a a ____________ il ____________

Codice fiscale ____________

Residente in ____________, via/piazza ____________ n. ____________

Documento di identità ____________ n. ____________, rilasciato da ____________ il ____________

premesso che

in data ____________ il/la querelante ha presentato querela presso ____________, nei confronti del/della querelato/a, per i fatti verificatisi in ____________ il ____________, descritti nella querela e riferiti, in sintesi, a ____________;

la querela risulta iscritta nell’ambito del procedimento sopra indicato, ovvero con riferimento identificativo ____________;

dichiara

ai sensi degli articoli 152 del codice penale e 340 del codice di procedura penale, di rimettere integralmente e senza condizioni la querela sopra indicata, nei confronti del/della querelato/a, per tutti i fatti in essa descritti.

Il/La querelato/a dichiara di accettare espressamente, senza condizioni, la remissione della querela.

I sottoscritti chiedono che la presente dichiarazione sia ricevuta e trasmessa all’autorità procedente e che, ove ne ricorrano i presupposti di legge, sia dichiarata l’estinzione del reato per remissione della querela.

Luogo ____________, data ____________

Firma del/della querelante

____________________________

Firma del/della querelato/a per accettazione espressa

____________________________

Eventuale procuratore speciale del/della querelante

Nome e cognome ____________

Nato/a a ____________ il ____________

Codice fiscale ____________

In forza di procura speciale rilasciata in data ____________

Firma ____________

Eventuale procuratore speciale del/della querelato/a per l’accettazione

Nome e cognome ____________

Nato/a a ____________ il ____________

Codice fiscale ____________

In forza di procura speciale rilasciata in data ____________

Firma ____________