Significato di Attività Economica

L’attività economica indica un processo attraverso cui delle risorse, scarse per definizione, sono combinate per ottenere dei beni e dei servizi atti a soddisfare dei particolari bisogni. L’attività umana che consiste nell’utilizzo diretto dei beni (servizi) per il soddisfacimento dei bisogni è il consumo. I bisogni delle persone sono illimitati a differenza dei beni i quali invece sono limitati.

I beni si dicono economici poiché possiedono le caratteristiche dell’utilità per il soddisfacimento d’individuati bisogni e sono limitati. Tali beni economici non sono, se non in minima parte, disponibili in natura secondo le caratteristiche della domanda, si rende quindi necessaria un’attività di produzione.

L’attività di produzione e quella di consumo sono le principali attività economiche svolte dall’uomo. La produzione economica consiste nella trasformazione fisico-tecnica di beni strumentali in entrata (input), in altri beni in uscita (output), ma anche nel trasferimento di questi beni in un certo luogo e tempo richiesti dalla domanda. Quest’attività di produzione economica trova compimento quando la trasformazione fisico tecnica genera un accrescimento del valore monetario del bene finale (output) rispetto agli input, che trova espressione in un prezzo di scambio dell’output superiore della somma dei valori monetari dei singoli input immessi nel processo.

L’azienda per creare questo valore nel tempo, deve svolgere l’attività aziendale secondo una condizione di economicità. L’economicità è una fondamentale regola di condotta, che trova la sua concreta traduzione nel rispetto del complesso delle condizioni di funzionamento aziendale, in particolare l’equilibrio tra i costi e i ricavi, che garantisce un adeguata remunerazione dei fattori impiegati.

Cosa Sono le Cambiali

Spesso, in particolare in ambito imprenditoriale, si sente parlare della cambiale. Ma come è fatta una cambiale e soprattutto in cosa consiste?
Sono previste due forme di cambiale (si utilizzano nella prassi moduli prestampati): il vaglia cambiario e la cambiale tratta.
Il vaglia cambiario consiste nella promessa che il debitore fa al creditore di provvedere al pagamento di un determinato importo. In questo caso la cambiale è sottoscritta dal debitore.

La cambiale tratta consiste, invece, nell’ordine che il creditore dà al debitore di pagare ad un terzo (che può essere lo stesso creditore) una certa somma di denaro. In questo caso la cambiale è sottoscritta dal creditore.
Per semplificare il concetto, basti pensare che il vaglia cambiario funziona come un assegno circolare (la banca si impegna a pagare l’importo richiesto dal correntista al beneficiario/creditore), mentre la cambiale tratta funziona come un assegno bancario (ordine del debitore alla banca di pagare la somma indicata al beneficiario/creditore).

Per la cambiale tratta (così come di fatto per l’assegno circolare) il debitore che riceve l’ordine di pagamento deve essere messo nella condizione di sapere che ha ricevuto tale ordine e di volersi impegnare nel pagamento: si obbligherà in tal senso solo nel caso in cui firmerà anch’egli la cambiale per accettazione (di fatto scriverà sul fronte della cambiale “per accettazione” e aggiungerà di fianco la propria firma).
I moduli prestampati contengono già tutti gli elementi necessari affinchè quello che fondamentalmente è un pezzo di carta possa valere come cambiale, bisogna solo compilarli con i dati del caso.

La cambiale presenta dei vantaggi pratici. Di seguito i due più evidenti.
Da un lato il suo utilizzo è diffuso soprattutto per “garantire” pagamenti anche rateali. Infatti, come si usa dire, la cambiale rappresenta di per sé un titolo e, pertanto, il mancato pagamento della stessa dà la possibilità a chi la detiene di agire in via esecutiva nei confronti del debitore senza dover sottostare ai lunghi tempi della giustizia per ottenere un decreto ingiuntivo. Al riguardo è essenziale che vengano apposte le marche da bollo cambiarie, nella misura del 12 per mille rispetto al valore indicato sulla cambiale, sin dalla data di emissione.
Altro vantaggio è che la cambiale può essere oggetto di girata. A livello pratico funziona come strumento alternativo alla moneta. Ad esempio, l’imprenditore che abbia un debito e possieda una cambiale rilasciata da un proprio debitore potrà accordarsi con il creditore affinchè accetti la cambiale a titolo di pagamento, ovviamente per il valore sulla stessa riportato. In questo caso, l’imprenditore, sul retro della cambiale, apporrà la girata, ossia la sua firma (anche in nome e per conto di una società/impresa), e consegnerà il “pezzo di carta” al proprio creditore. Quest’ultimo, al momento della scadenza della cambiale, chiederà il pagamento al debitore iniziale (nel caso di vaglia cambiario colui che ha promesso il pagamento, nel caso di cambiale tratta colui che ha ricevuto l’ordine di effettuare il pagamento e si è impegnato con l’accettazione) oppure, nell’eventualità in cui la cambiale risulti impagata, potrà agire anche nei confronti del proprio girante ed eventualmente dei precedenti giranti ma tale azione è però subordinata alla levata del protesto, ossia un atto pubblico con cui si accerta il mancato pagamento. In questo modo si può fare affidamento su un maggior numero di debitori e, dunque, le possibilità di ottenere il pagamento possono risultare superiori.

Poiché la normativa cambiaria è comunque vasta e presenta numerose varianti e tecnicismi, si consiglia, nel caso in cui si voglia far uso delle cambiali, di contattare comunque un avvocato per maggiori dettagli.

Zero Coupon – Definizione e Significato

In Italia il più famoso zero-coupon è senz’altro il Bot; fra i titoli di Stato vi è però anche il meno noto Ctz, lo zerocoupon a due anni. Qual è la caratteristica di questi due diversi tipi di obbligazioni? Il fatto che gli interessi maturati su
di essi possono essere riscossi soltanto alla loro scadenza, quando i titoli vengono rimborsati per il loro intero ammontare; gli zero-coupon, in altre parole, non danno luogo al pagamento infrannuale degli interessi.

Se la questione non si pone per i Bot a tre o a sei mesi, tenuto conto che la loro breve durata rende impraticabile e poco
attraente il pagamento periodico degli interessi, i Bot a un anno e il Ctz sono invece concepiti strutturalmente come obbligazioni che non danno diritto ad alcun pagamento degli interessi prima della scadenza.
Ciò però non significa che tali titoli non fruttino degli interessi. Essi vengono pagati posticipatamente, ossia alla scadenza, quando il titolo viene rimborsato al suo valore nominale. Gli interessi guadagnati sono pari alla differenza fra il
prezzo di rimborso dell’obbligazione e il prezzo di acquisto, che rispetto al primo è sempre inferiore, o scontato, come si
dice tecnicamente.

Maggiore è la durata del titolo, maggiore è lo sconto praticato al momento della sottoscrizione, ovvero più basso è il
prezzo d’acquisto. Ciò si spiega tenendo presente che gli interessi incassati alla scadenza risulteranno maturati su un arco temporale più lungo. Pertanto, se un Bot a un anno può essere venduto all’asta di collocamento a 97 centesimi di euro, dando così luogo in un anno a un interesse lordo di tre centesimi (il Bot infatti verrà rimborsato a un euro, al lordo
delle trattenute fiscali), un Ctz verrà collocato a un prezzo vicino ai 94 centesimi di euro. Dopo due anni, il portatore di
questo titolo avrà diritto al rimborso di un euro, ottenendo così un interesse di sei centesimi in due anni.

I titoli zero coupon presentano numerosi vantaggi; per l’investitore, sono due in particolare: il fatto di non doversi preoccupare periodicamente di reinvestire gli interessi incassati e il vantaggio di sborsare al momento della sottoscrizione
del titolo una somma inferiore rispetto a quella che gli verrebbe richiesta per l’acquisto di un titolo full-coupon (ossia
con pagamento periodico degli interessi), che di solito viene collocato alla pari, cioè al suo valore nominale. In particolare, l’investimento sarà tanto più ridotto, quanto più lunga è la vita del titolo.

Quest’ultima caratteristica rende gli zero-coupon particolarmente adatti ad accantonare somme che si renderanno necessarie soltanto in futuro: basta un investimento iniziale relativamente ridotto per avere a disposizione, in un futuro più o
meno lontano, un ammontare relativamente cospicuo. Per questo motivo, uno zero-coupon ventennale potrebbe essere
adatto per una coppia di giovani genitori che intenda accantonare una somma per pagare l’università del figlio, ovvero
per un lavoratore che intende poter disporre al momento della pensione di un capitale significativo.
Attenzione però: gli zero-coupon prestano il fianco a inflazione e tassi di interesse crescenti. Per questo motivo, al variare di questi, i loro prezzi subiscono escursioni nettamente superiori ai titoli full-coupon.

Come Utilizzare la Carta di Credito Online in Modo Sicuro

Fare acquisti online spesso consente di risparmiare rispetto ai negozi tradizionali ma comporta alcuni rischi, a causa dei quali è meglio mettere in atto alcune accortezze per proteggere i propri dati personali e le proprie risorse economiche.
Generalmente i pagamenti non possono essere effettuati in contrassegno o con bonifico bancario e quindi è necessario utilizzare la carta di credito.
Leggi la guida per usarla in modo sicuro evitando brutte sorprese.

Nonostante si sia ormai abbastanza tutelati dalle società e dagli istituti di credito che emettono le carte e i bancomat, il momento in cui si decide di utilizzare una carta per effettuare un acquisto in rete è quello in cui bisogna essere maggiormente accorti, per evitare truffe e altre spiacevoli sorprese. Ecco quindi cinque, semplici trucchi per incrementare il più possibile la sicurezza di propri dati sensibili e per difendersi da truffe, raggiri e furti di identità.

Controllare periodicamente gli estratti conto
Esaminare con regolarità gli estratti conto della carta di credito, ad esempio attraverso le app che ormai tutte le banche mettono a disposizione dei propri clienti, è il modo migliore per rendersi subito conto di irregolarità come doppi addebiti o spese relative ad acquisti non effettuati da noi, per poterli tempestivamente segnalare chiamando i numero di telefono dedicati. Solitamente, queste questioni si risolvono automaticamente con un rimborso a favore del cliente truffato; nel caso in cui dovessero insorgere problemi, ci sono 30 giorni di tempo per effettuare un ricorso presso l’Arbitro bancario e finanziario.

Effettuare un reclamo in forma scritta
Per ricevere il riaccredito delle somme ingiustamente addebitate, nella maggior parte dei casi è sufficiente presentare un reclamo in forma scritta alla società emittente della carta di credito entro 30 giorni dalla data dell’addebito incriminato. È bene leggere attentamente le informazioni che le società e gli istituti di credito pubblicano sui loro siti web (o in alternativa informarsi presso il servizio clienti) per conoscere le modalità di rimborso o le eventuali franchigie presenti, che variano da carta a carta.

Fare attenzione alle spese sospette
Nessuna banca vi chiederà mai di inviare, via email, sms o in qualsiasi altro modo, i vostri dati di accesso al conto di banking online, quindi nel caso in cui riceviate una comunicazione con questa richiesta, non rispondete. I dati di accesso, infatti, vanno inseriti solo sul sito delle banche o delle società e in un’apposita area protetta, che potete verificare grazie alla presenza dell’icona di un lucchetto nel vostro browser (solitamente in basso a sinistra).

Assicuratevi dell’identità del venditore
Durante un acquisto online, assicuratevi che il sito riporti tutti i dati del venditore; se non volete correre rischi (o se volete correrne meno), effettuate i vostri acquisti prevalentemente e quando possibile da piattaforme “certificate” come eBay o Amazon, che prevedono delle clausole di protezione dell’acquisto.

Cosa fare in caso di clonazione della carta
Innanzitutto, è bene prevenire eventuali rischi legati alla clonazione della carta evitando di lasciarla per troppo tempo in mano a persone che non conoscete, richiedendo che la transazione venga effettuata sotto i vostri occhi. Nel caso in cui la carta dovesse venire comunque clonata, chiamate subito il servizio clienti, segnalate la spesa sospetta e preparatevi al fatto che potrebbero richiedervi la prova che, ad esempio, vi trovavate da un’altra parte rispetto al luogo dove è stato commesso il presunto acquisto a voi attribuito.

Mutuo a Tasso Fisso – Definizione e Significato

Risulta essere in articoli come questi che mi rendo conto che tutti i miei anni di studi di economia ed estimo sono serviti ad accrescere sensibilmente la mia conoscenza in questo settore, e noto che questo mio bagaglio culturale spesso mi aiuta nelle mie scelte quotidiane.
In questo articolo cercherò di condividere con voi, cari lettori, tutta la mia conoscenza sui mutui e sui conseguenti tassi FISSI o VARIABILI che vi si presenteranno.

Innanzitutto iniziamo con il definire cosa risulta essere un tasso. Un tasso di interessi è la somma di denaro espressa in percentuale per indicare la quantità di soldi, in più, che dovranno essere restituiti ai vostri creditori (banche o finanziarie…alle volte anche usurai). In genere questo tasso si aggira tra il 2 e il 10 % , tutte le percentuali superiori vi consiglio di non tenerle neanche in considerazione (a meno chè non fosse proprio l’unica soluzione possibile) .

Chi ha già fatto un mutuo per la casa o la macchina saprà bene le tipologie di risanamento del mutuo: di solito ci vengono proposte 2 soluzioni: MUTUO A TASSO VARIABILE e MUTUO A TASSO FISSO, delle volte c’è caso che ci propongano anche soluzioni miste tra il tasso variabile e il tasso fisso, ma non le prenderò in considerazione in questo mio articolo dato che sono delle rarità.

Partiamo dal TASSO VARIABILE: questa tipologia di pagamento del mutuo in corso tiene in considerazione l’andamento della moneta, e quindi dell’inflazione. Consiste nel prestarvi i soldi per poi chiedervi un tasso di interessi che varia semestralmente o annualmente (dipende dalla banca) in base all’andamento della moneta e quindi della Nazione. Nel caso dell’unione europea, dove è presente la moneta unica, questo tasso può variare in base all’economia del paese in cui si effettua questo tipo di mutuo. Io personalmente sconsiglio sempre la scelta di questo tipo di mutuo; questo perché tutti gli enti eroganti di mutui a tasso variabile, sia nei volantini che nelle pubblicità televisive e radiofoniche, propongono un tasso moto basso, ma questo sarà solo il tasso di ingresso, dopo pochi mesi il tasso (anche se non è cambiata la situazione economica della nazione) aumenterà fino a raggiungere il così detto tasso di regime che è il tasso effettivo dell’andamento dell’inflazione. Spesso, molte persone vengono persuase da questo tasso di interesse bassissimo e poi rimangono deluse perchè si sentono prese in giro una volta che il tasso di ingresso si trasforma nel tasso a regime.

Diversa cosa è invece per il tasso fisso: questo tasso non subisce alcuna variazione neanche se scoppia una guerra nella vostra nazione. Sicuramente nel momento in cui farete il mutuo, il tasso fisso vi sembrerà meno economico, ma vi posso assicurare che con il tempo vi troverete anche meno sorprese e, a lungo andare, vi accorgerete che rispetto al tasso variabile avrete anche risparmiato qualcosa.
Unica accortezza: non confondete il mutuo a tasso fisso con un mutuo a tasso opzionale che è praticamente un mix dei 2 mutui elencati: per quest’ultimo, gli svantaggi, saranno simili al mutuo a tasso variabile.

Spero di esservi stato utile e se vi è possibile: cercate di non fare dei mutui.