Come Risolvere Problemi con le Disdette dei Contratti

Il diritto del consumatore di recedere e disdire un servizio è tutelato dalla legge. Ciò nonostante, sempre più di frequente l’atto di disdire un servizio si presenta al consumatore come un vero e proprio percorso ad ostacoli, in cui le società fornitrici di servizi inseriscono le proprie regole e i propri cavilli burocratici. Ce ne sono di tipi. Questo accade, in particolar modo, nei servizi con rinnovo tacito ed automatico.

La mancanza di chiarezza delle regole
Quello che manca è quasi sempre una procedura standard tramite la quale l’utente consumatore possa facilmente recedere e disdire un servizio bancario, di telefonia, assicurativo ecc. In teoria, per recedere da un servizio dovrebbe essere sufficiente inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui si comunica alla società erogatrice del servizio la propria volontà di non rinnovare automaticamente il contratto alla sua scadenza o di disdire il servizio immediatamente (se il contratto lo prevede). In questa comunicazione va espressa con chiarezza la volontà di recesso e i propri dati utente. Fin qui la teoria… proviamo però a vedere cosa accade quando si chiede un recesso da un servizio. Qui di seguito elenchiamo alcuni problemi in cui si incappa:

Richiesta di codici di sicurezza inviati all’inizio del servizio. Può capitare che la società erogatrice del servizio chieda come dato un codice di sicurezza inviato al momento dell’attivazione del servizio, rifiutandosi di disdire il servizio con i soli dati di riferimento del cliente. A questo si aggiunge la difficoltà di reperire tale codice di sicurezza se l’utente dovesse averlo smarrito nel corso del tempo. Dopo molta perdita di tempo e lunghe telefonate ai call center che, spesso, non possono fare molto, l’utente-consumatore può solo intraprendere due strade, cioè agire per vie legali per disdire il servizio affrontando i relativi costi o rinunciare a disdire il servizio. Questa pratica commerciale sarebbe opportuno che fosse espressamente vietata dalla legge in quanto rende a volte quasi impossibile disdire un servizio adsl, una carta revolving ecc. Sarebbe sufficiente obbligare i fornitori di servizio a richiedere per il recesso esclusivamente i dati di riferimenti presenti nelle ultime bollette o fatture inviate al cliente. Escludendo così fantomatici codici di sicurezza la cui finalità è esclusivamente quella di limitare le possibilità di disdetta del cliente.

Difficoltà a reperire l’indirizzo dell’ufficio disdette. L’indirizzo dell’ufficio per le disdette non è facilmente rintracciabile sul sito web o sui documenti della società erogatrice del servizio. Spesso l’indirizzo si trova all’interno dei contratti. In caso di cambiamenti avvenuti nel corso del tempo l’utente-consumatore ha serie difficoltà a reperire il nuovo indirizzo per le disdette. Sarebbe sufficiente imporre per legge alle società erogatrici di servizio di pubblicare le modalità di recesso con chiarezza sul proprio sito web, inserendo un link alle stesse fin dall’home page. Per risolvere il problema è possibile fare riferimento al sito Disdette.net, su cui sono presenti queste informazioni.

Servizio non disattivato dopo la comunicazione di disdetta. Anche dopo aver inviato disdetta il servizio non viene disattivato. Talvolta le aziende erogatrici del servizio non disattivano il servizio anche dopo aver ricevuto una regolare disdetta. In questi casi, si costringe l’utente ad inviare ulteriori comunicazioni. Come ad esempio inviare un’ulteriore raccomandata in cui si allega la fotocopia della ricevuta di ritorno della disdetta o recarsi presso un ufficio della società (quasi mai vicino alla residenza dell’utente) per consegnare di nuovo la documentazione di disdetta. Ulteriori ed inutili perdite di tempo e costi che il consumatore sostiene, soltanto per aver deciso di cambiare fornitore.

Se avete avuto esperienze negative per disdire o per recedere da un servizio (bancario, telefonico, assicurativo ecc) raccontateci la vostra esperienza. Nel pieno rispetto della vostra privacy proveremo a descrivere la fattispecie in questo elenco, nella speranza che la politica e le associazioni dei consumatori ne prendano spunto per migliorare l’attuale contesto normativo.

Come Scrivere una Delega

apita molto spesso di non poter essere presenti di persona per eseguire particolari pratiche, in questi casi è possibile predisporre una delega ad un altro soggetto affinché porti a termine per nostro conto alcune pratiche.
Preparare una delega è molto semplice, pochi passi per realizzare un documento che ci risolve molti fastidi burocratici.
Il documento deve contenere i dati personali del delegante, occorre inserire il nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzo e comune di residenza.

Dopo avere completato questa prima parte si passa all’inserimento dei dati della persona delegata, bisogna seguire l’ordine precedente con i dati del soggetto che si recherà presso gli uffici.
Terminata la parte anagrafica, è preferibile specificare quali formalità il delegato potrà svolgere, chiarire se si tratta di ritiro documenti o presentazione, specificare i motivi della delega e gli uffici per cui la delega è valida.
Nell’ipotesi si tratti di ritirare documenti specificare delega al ritiro della documentazione.
Le deleghe devono essere personalizzate prettamente per l’ufficio presso cui il delegato si reca.
Spesso gli enti pubblici chiedono che la delega sia compilata su modelli predisposti dall’ente stesso che devono essere ritirati presso i loro uffici.
In altre occasioni il modello di delega può essere scaricato dal sito dell’ente dove dobbiamo presentare una richiesta, è il caso del PRA (Pubblico Registro Automobilistico). In alternativa è possibile scaricare questo fac simile delega dal sito Modellodelega.com e modificarlo in base alle proprie esigenze.

Nella parte finale è consuetudine nominare i documenti che si allegano alla delega, dettagliarli in maniera chiara.
Per evitare spiacevoli inconvenienti al momento della presentazione, è meglio allegare una copia de documento di riconoscimento del delegante e il codice fiscale.
La copia del documento di riconoscimento è essenziale per accertare la veridicità della firma del delegante.
Nella maggioranza dei casi non occorre che la firma apposta sulla delega sia autenticata da un pubblico ufficiale.

A causa del mio lavoro mi è capitato in varie occasioni di delegare una persona di fiducia, seguendo queste linee guida non ho mai trovato problemi di ritornare per documentazione non idonea.
Predisporre una delega ha aspetti molto vantaggiosi per chi non è di grado di recarsi presso pubblici uffici per il disbrigo di pratiche, in questo modo non si perdono giornate di lavoro.
La realizzazione di questo documento non ha alcun costo salvo alcune rare eccezioni che prevedono l’apposizione dl bollo da 14,62 euro, altrimenti può essere scritto in carta semplice.

Realizzare una delega è semplice perché occorre riportare solo dati personali del soggetto delegante e del delegato.
Non si può delegare allo svolgimento della pratica una persona di età inferiore ai diciotto anni.
Non è possibile predisporre una delega ad altro soggetto per prelevamenti su conto corrente se non previsto in fase di apertura.
La delega solleva da ogni responsabilità l’addetto allo sportello che consegna la documentazione.
Non esiste un modello di delega universale che sia utilizzabile per qualsiasi tipo di operazione, anche se i dati da inserire sono sempre i soliti.
Il documento di riconoscimento che si allega deve essere in corso di validità altrimenti la delega è nulla.

Investimenti a Breve Termine – Vantaggi e Svantaggi

In tutti i portafogli detenere una componente di liquidità è di primaria importanza. Avere denaro investito senza rischi, e smobilizzabile rapidamente con costi minimi o inesistenti, permette di far fronte a necessità impreviste. E può servire anche per cogliere al volo occasioni d’investimento più remunerative di più lungo termine.

In qualsiasi situazione di mercato, soprattutto nei momenti di incertezza, è bene tenere una quota più o meno significativa di liquidità, e questo per mettere al primo posto la sicurezza, piuttosto che il rendimento. Difficile stabilire a priori quanta parte del portafoglio debba essere investito in liquidità. La scelta dipende dalla propensione al rischio del singolo investitore e dall’incertezza e dalla volatilità dei mercati. In generale non sbaglia chi detiene almeno il 10-15% delle proprie attività finanziarie in investimenti di breve o brevissimo termine. In liquidità, appunto.

Ma tenere liquida una parte del portafoglio comporta degli svantaggi. Infatti investire in liquidità “costa”. Il rendimento degli investimenti a breve termine (12 mesi al massimo) infatti, è sempre molto basso in quasi tutte le condizioni di mercato. Di conseguenza, la sicurezza e l’immediata disponibilità del denaro comportano la rinuncia a occasioni di investimento più redditizie. Nel contesto di mercato attuale, in cui i tassi di interesse sono molto bassi, i prodotti migliori, spesso vincolati, per l’investimento in liquidità, rendono circa il 2% netto in meno rispetto agli investimenti in titoli pubblici a reddito fisso di lungo termine. Ancora più elevato, in termini di mancato guadagno potenziale, il costo rispetto all’investimento azionario che, secondo le statistiche più accreditate (che secondo me lasciano il tempo che trovano) risulta, nel lungo termine, di circa 4-5 punti percentuali in più rispetto all’investimento in liquidità, che però ha rischio zero.

Attualmente i tassi di riferimento della Bce di Francoforte sono all’1%, e sembra che la politica dei tassi bassi sia destinata a continuare fino a quando la ripresa economica non si consoliderà pienamente. Di questo parere sono anche la maggior parte degli economisti, la Fed americana e le stesse banche centrali. Pertanto i rendimenti delle attività più liquide oscilleranno intorno a questo parametro.

Ma cosa succede se l‘inflazione (che sappiamo essere l’erosione della moneta) risale? L’inflazione oggi è abbastanza bassa, ma i segnali indicano che sta risalendo, ed è probabile che l’aumento dei prezzi al consumo si possa assestare in area euro intorno all’1-1,5%. In questo caso, se la remunerazione della liquidità dovesse rimanere identica a quella di oggi, sarebbe incapace di proteggere il valore reale del capitale. Ma è quasi certo che se i prezzi ricominceranno a correre, anche i tassi di interesse saliranno, e con essi il rendimento degli investimenti a breve termine, rendendoli più vantaggiosi.

L’unico strumento che non sarà mai capace di stare al passo con l’aumento del costo della vita è la giacenza in conto corrente, la cui remunerazione tende allo zero in qualsiasi condizione di mercato. Fanno eccezione i conti correnti online, dei quali ci occuperemo a breve.

Prestiti Personali di Banca di Sassari – Caratteristiche

Banca di Sassari ti permette di avere delle notevoli opportunità per quanto riguarda la concessione di prestiti personali. Si tratta di soluzioni che ti consentono di avere denaro per poter fare qualunque tipologia di spesa.

Tutti i finanziamenti che Banca di Sassari ti eroga sono personalizzati sulle tue necessità. La somma massima che puoi richiedere è di 30.900 euro.

Si tratta di soluzioni sia a tasso fisso che a tasso variabile. In ogni caso, la scelta finale spetta a te, ma potrai venire consigliato dagli esperti della banca.

I prestiti personali a tasso fisso vanno da un minimo di 1.500 euro e arrivano fino 30.900 euro. La durata massima è di 84 mesi e l’importo da pagare è lo stesso per tutte le rate.

Per richiedere il prestito è necessario presentare i seguenti documenti
Documento di identità
Ultime due buste paga
CUD dell’anno in corso
Certificato di residenza. In alcuni casi è accettata un’autocertificazione di residenza che è possibile scrivere utilizzando il modulo presente su Autocertificazioni.net.
Coordinate Iban ed estratto conto dove si evince l’accredito dello stipendio.

I prestiti personali a tasso variabile, invece, hanno una durata che arriva fino a 60 mesi. Anche in questo caso le somme che puoi richiedere vanno da un minimo di 1.500 euro e arrivano fino a 30.900 euro.

I prestiti a tasso fisso sono ideali per chi ha uno stipendio fisso mensile, dal quale sa, ogni volta, quanto andare a togliere per poter pagare le rate. I prestiti a tasso variabile, invece, sono ideali per chi vuole rimanere sempre in linea con l’andamento del mercato.

Conto Corrente BNL Family – Caratteristiche

BNL Family è il conto corrente del gruppo BNL che ti consente di avere un conto corrente a condizioni decisamente agevolate, ideali per qualunque esigenza.

Tra i vantaggi di questo conto corrente anche la possibilità di avere un numero illimitato di operazioni.

BNL Family è il conto corrente dedicato alle famiglie, con carta bancomat e bonifici completamente gratuiti, mentre la carta di credito è gratuita per il primo anno.

Grazie a questo conto corrente potrai avere delle particolari agevolazioni su hotel, cultura, viaggi, musei e tanto altro.

Il costo del canone mensile di BNL Family è di 11 euro al mese e include diversi vantaggi, come un numero illimitato di operazioni, spese di liquidazione periodica gratuite, carnet di assegni gratuito, spese di estinzione conto gratuite e tanto altro.