Come Lavorare in Oviesse

L’azienda Oviesse è una delle più interessanti proposte nel settore dell’abbigliamento maschile e femminile, punto di riferimento nel fashion retail ad un prezzo assolutamente competitivo con una qualità di prodotti all’altezza delle aspettative.

Ad oggi l’azienda vanta 561 negozi nel mondo di cui 69 all’estero, un numero molto elevato di clienti ed acquirenti con un fatturato che vanta oltre 35 milioni di scontrini e oltre 100 milioni di capi venduti, ed un numero di dipendenti che si aggira intorno ai 4000.

Per lavorare in questa azienda leader nel settore dell’abbigliamento con un prodotto di qualità, di stile e di gusto italiano, occorre prima di tutto collegarsi al sito Internet di Oviesse e cliccare nella sezione Oviesse lavora con noi, in questa sezione, che potrete trovare all’indirizzo Internet Lavoro Oviesse, è possibile inviare il proprio curriculum vitae caricando i propri dati sul sito,

A dire il vero, le opportunità di trovare lavoro con Oviesse sono essenzialmente due, come accade per le più grandi ed organizzate aziende: la prima comprende la possibilità di visionare le candidature aperte, ovvero le posizioni ricercate scegliendo nel menu a tendina le proprie opzioni preferite in fatto di sede, ruolo lavorativo e marchio. Una volta trovata la posizione che ci interessa, possiamo candidarci semplicemente cliccando sul link “Invia la tua candidatura”, ed attendere l’eventuale chiamata di colloquio conoscitivo.

In alternativa, si può optare per la comoda opzione di invio del proprio curriculum, in modo da inserire i propri dati nel sito dell’azienda e da permettere all’azienda di valutare il vostro profilo a seconda delle sue esigenze.

Come Lavorare Come Cuoco all’Estero

Una delle esperienze professionali più diffuse per quel che riguarda il lavoro all’estero è senza dubbio quella che si profila nel campo della ristorazione, e non solo per quel che riguarda il lavoro stagionale ma anche dal punto di vista di un lavoro fisso alle dipendenze del gestore di un locale, o come libera attività.

Il settore della ristorazione, infatti, offre moltissime possibilità di sviluppo e di crescita sotto diversi profili economici, lavorativi e professionali, e perché no anche sotto il profilo umano.

Vediamo insieme come si configura il lavoro di cuoco all’estero, con tutti i pro e i contro di ogni singola situazione analizzata.

Il cuoco come lavoratore stagionale

Prima di tutto, un cuoco con comprovata esperienza – ma anche con un’esperienza minima nel settore – riesce molto facilmente a trovare lavoro stagionale, che può configurarsi in diversi modi.

Il lavoro stagionale come cuoco offre infatti diverse opportunità: ci si può candidare sia per lavorare sulle navi – per esempio su una nave crociera – sia per lavorare in bar, ristoranti e locali situati in zone turistiche per eccellenza.

Per quanto riguarda la prima possibilità, solitamente è bene candidarsi per tempo a questo tipo di offerte di lavoro, tenendo tuttavia conto del fatto che generalmente per lavorare sulle navi da crociera occorre avere un diploma o comunque una comprovata esperienza nel settore.

Per trovare lavoro come cuoco sulle navi da crociera e svolgere così una sorta di lavoro stagionale, ci si può candidare direttamente sui siti Internet delle varie compagnie navali presentando la propria candidatura, meglio se corredata di curriculum vitae ed eventuale lettera di presentazione. Se la compagnia navale per la quale si vuole svolgere la professione di cuoco è straniera, il consiglio è quello di proporre la propria candidatura in lingua inglese, e chiaramente è molto importante in quel caso avere una buona competenza linguistica.

Per quanto riguarda invece la seconda possibilità, ovvero quella di proporsi come cuoco in ristoranti e locali aperti in alcune stagioni dell’anno – quindi in zone altamente turistiche – bisogna chiarire alcuni punti fondamentali. Le possibilità di lavorare in questo settore non mancano mai, anche perché esistono zone in cui il turismo è maggiormente diffuso in estate – pensiamo soprattutto alle località di mare – e zone in cui invece trovare lavoro stagionale è sicuramente più facile in inverno. Pensiamo soprattutto a nazioni come l’Austria, in cui la possibilità di lavorare come cuoco è particolarmente presente soprattutto in inverno.

Questa opportunità di lavoro, poi, è molto interessante perché, a meno che non vi sia specifica richiesta di conoscenza approfondita della lingua, spesso si può svolgere questo mestiere anche senza particolari ed approfondite competenze linguistiche, anche se il consiglio generale è sempre quello di avere sempre almeno un’infarinatura della lingua onde evitare spiacevoli sorprese.

Il lavoro come cuoco all’estero: dipendente o gestore di un’attività?

Esiste poi un’altra possibilità di lavoro all’estero per chi svolge la professione di cuoco: i pro e i contro di questo tipo di attività valgono all’estero così come in Italia, visto che un conto è essere un semplice dipendente in un ristorante, un altro è essere proprietario e gestore di un locale aprendo così una attività in proprio.

Non spetta sicuramente a noi dire quale delle due attività sia migliore rispetto all’altra, ma possiamo dire che in ogni caso, il lavoro di cuoco all’estero con queste premesse è un lavoro che richiede molte responsabilità, al contrario di quanto si potrebbe pensare. Questo vale sia per il lavoro come dipendente, sia per una libera attività, anche se le responsabilità aumentano nella seconda possibilità: aprire un ristorante all’estero significa infatti avere a che fare con burocrazia straniera, documentazioni da fare, responsabilità diverse, il tutto condito anche da una certa difficoltà linguistica che in molti casi può rendere tutto più difficile.

Il consiglio, in questo caso, è quello di valutare bene i pro e i contro prima di partire e prima di buttarsi a capofitto in questa esperienza, ricordando inoltre che esistono anche delle agenzie che si occupano di mediare e di aiutare il lavoratore all’estero dal punto di vista linguistico e burocratico.

Come Aprire Impresa di Giardinaggio

Avviare un’impresa di giardinaggio è un investimento sicuro perché si tratta di un settore in crescita. Oggi si dà una grande attenzione al verde e alla natura, sia come elemento capace di incrementare il valore di un determinato immobile che come elemento indispensabile per migliorare la qualità di vita. Consideriamo anche il sempre crescente interesse nel confronti del giardinaggio, delle piante da arredamento, dei fiori e di tutti gli oggetti per praticare questo lavoro.

Per aprire un’impresa di giardinaggio bisogna possedere delle competenze di base che si possono arricchire e migliorare in seguito frequentando corsi ad hoc. Una volta che si è creato un certo giro d’affari si può decidere di approfondire un settore, per esempio quello sulle piante grasse, e diventare specialisti seguendo i corsi che vengono proposti dalle regioni. Si possono affinare le conoscenze diventando architetti di giardino o paesaggisti.

Un’impresa di giardinaggio può garantire un buon reddito se si riesce a farsi conoscere e promuovere l’ attività presso condomini, enti locali e privati.

Buone possibilità di guadagni vengono offerte anche dai proprietari di case situate fuori dalle città e nei centri turistici.

Prima cosa è necessario decidere se si vuole puntare a fondare una grande impresa oppure una piccola attività. Per la grande impresa gli adempimenti burocratici sono senza dubbio maggiori e comprendono una ragione sociale, l’iscrizione al registro delle imprese e così via. Invece una piccola impresa ha necessità di un capitale sociale minimo, per una srl il capitale è diecimila euro. Se si hanno dei soci con i quali intraprendere l’attività,si può pensare di fondare una società di persone o di capitali.

Non esiste nessuna licenza o albo per poter esercitare l’attività di giardiniere. L’importante è essere iscritto alla camera di commercio, aprire una partita IVA e dare comunicazione al Comune di appartenenza dell’inizio dell’attività.

Per lavorare rispettando la normativa vigente è bene farsi seguire da un consulente che si occupi di gestire anche la parte finanziaria. Per avere altri consigli è utile rivolgersi alle associazioni di categoria.

Il budget iniziale dipende dalla grandezza del locale da acquistare, del magazzino, del parco macchine e dalla presenza o meno di un vivaio.

I costi per una piccola impresa sono contenuti, riguardano l’acquisto dei macchinari e attrezzature base per curare i parti e il verde in genere. Soprattutto agli inizi è preferibile ridurre al minimo il personale dipendente, optando per un’impresa a gestione familiare.

Fra le spese bisogna considerare la manutenzione periodica delle macchine, e i sistemi di sicurezza personali, come tappi per le orecchie e occhiali di protezione, per sé stessi e per i propri operai.

Per riuscire a svolgere questo lavoro in maniera ottimale bisogna essere in buona salute e godere di una buona forma fisica che consenta di affrontare lunghi periodi all’aria aperta oppure spostare mezzi pesanti o cumuli d’erba.

I tipi di servizio che si possono garantire vanno dalla falciatura del prato, alla cura dei parchi all’installazione degli impianti di irrigazione. Per avere un buon successo è bene organizzare il lavoro in modo che non ci siano periodi vuoti, come può accadere d’inverno. Soprattutto dalla primavera sino all’autunno le imprese di giardinaggio hanno tante richieste, poi durante il periodo fresco queste diminuiscono sensibilmente. Per evitare questa calo sensibile di lavoro ci si può proporre per raccogliere foglie, per concimare o per altre operazioni.

Un altro fattore importante è saper organizzare bene il lavoro ed essere in grado di recuperare eventuali ritardi dovuti al mal tempo. Bisogna essere pronti a lavorare anche il sabato per poter consegnare entro la data stabilita il lavoro.

Per farsi conoscere è bene puntare su un buon sito internet ricco di foto dei lavori già svolti, puntate molto sul passaparola e cercate di contattare amministratori di condominio della zona e proporre tariffe e servizi concorrenziali.

Il successo di un’impresa di giardinaggio dipende anche dai prezzi proposti; informiamoci sulle tariffe delle altre attività e cerchiamo di allinearci, proponendo spesso promozioni e sconti che fidelizzino i clienti o li spingano a contattarci. Sul mercato si trovano tantissimi software pensati proprio per fare le stime dei lavori di giardinaggio. In questo modo si può calcolare velocemente l’importo di un determinato lavoro, tenendo in considerazione tutti i costi.

Bisogna ricordare che è meglio stabilire una tariffa oraria e che i preventivi si fanno sempre gratuitamente.

Come Lavorare in Carrefour

Il gruppo Carrefour nasce nel 1961: 40 anni di storia che hanno accompagnato gli italiani nei loro gesti quotidiani più comuni, in un gruppo che ad oggi conta e racchiude dentro di sé una serie di insegne, tra cui Carrefour, Carrefour Market, Carrefour Express, Docks Market e Grossiper.

Lavorare con il gruppo Carrefour significa quindi avere delle buone opportunità di crescita e la possibilità di fare un’esperienza gratificante e molto interessante anche perché le esperienze di lavoro con questa azienda che oggi vanta moltissimi dipendenti, sono aperte a diversi profili lavorativi.

Per iniziare a lavorare con Carrefour, occorre prima di tutto collegarsi al sito Internet dell’azienda, ovvero www.carrefouritalia.it, e visitare la sezione “Carrefour lavora con noi”: all’interno di questa sezione, troverete diverse pagine informative dedicate alla selezione, allo sviluppo e formazione, alle professioni ed alle offerte di lavoro (ovvero le posizioni ricercate).

La selezione si svolge in maniera abbastanza semplice: bisogna infatti visitare la sezione del sito Carrefour lavora con noi e registrarsi al sito utilizzando il format dedicato.

Le opzioni sono sostanzialmente due: la prima è la ricerca di offerte di lavoro o posizioni aperte, e la seconda è la candidatura spontanea attraverso la risposta ad alcune domande e l’invio del proprio curriculum vitae.

Infatti, non è detto che in ogni momento vi siano disponibili offerte di lavoro, ma si può comunque optare per la registrazione ed il caricamento dei propri dati in modo che essi vengano inseriti all’interno del database dell’azienda e successivamente incrociati con eventuali posizioni aperte o annunci di lavoro.

Come Avviare Coltivazione di Funghi

Coltivare funghi è una passione che accomuna moltissimi italiani. Anche senza disporre di grandi spazi, è possibile riuscire a soddisfare il proprio fabbisogno familiare con un minimo investimento. In poco tempo, si possono avere dei raccolti di funghi abbondanti e piuttosto economici. Senza considerare che non è necessario rispettare la stagionalità.

I grossi negozi di giardinaggio e la rete offrono dei kit pronti all’uso coi quali poter impiantare una fungaia.

Per poter aprire una coltivazione di funghi bisogna rispettare le normative vigenti sull’igiene, sulla sicurezza e sugli aspetti fiscali.

Trattandosi di un’attività agricola, la legge da tenere presente è la 126/1985. In questa legge si trovano tutte le regole da rispettare a partire dal tipo di funghi che si può coltivare.

Per prima cosa bisogna costituire un’azienda agricola che richieda l’autorizzazione, obbligatoria, per edificare la fungaia. Ciò vale sia per strutture in muratura che per serre.

Per poter confezionare i funghi è necessario avere l’autorizzazione della Asl di appartenenza; inoltre, è obbligatorio avere il corso HACCP che di può seguire presso la camera di commercio. Altri aspetti burocratici riguardano la maniera in cui verranno confezionati i funghi e la loro etichettatura che deve essere a norma.

L’autorizzazione sanitaria è obbligatoria e sulle etichette bisogna riportare le diciture prevista dalle norme vigenti in materia di etichettatura.

E’ anche obbligatorio essere in possesso di un certificato, rilasciato dalla Asl, che attesti la conoscenza dei funghi.

Per riuscire a districarsi si può chiedere l’appoggio di un consulente o di un commercialista. Da non trascurare l’iscrizione alle associazioni di categoria.

L’investimento iniziale, soprattutto se si vuole mettere su una fungaia di medie dimensioni, non è troppo oneroso. E’ da tenere conto che si possono richiedere, in alcuni casi specifici, dei finanziamenti per giovani o per la riqualificazioni di alcuni terreni.

Il consiglio è quello di iniziare prima con un minimo investimento per rendersi conto se l’attività può andare avanti e con quale profitto. Per prima cosa è necessario costruire le fungaie, cioè delle serre, decidere che tipologia di funghi coltivare e acquistare il substrato più idoneo a quel tipo di produzione.

Si può anche ricorrere a dei substrati già pronti, cioè che posseggono le spore dei funghi desiderati, in questo modo si abbreviano i tempi di produzione. Inoltre, si riducono i costi perché non è necessario acquistare tutti le attrezzature necessarie per creare un substrato.

Le aziende già avviate, in genere, si producono da sé il loro substrato; queste realtà hanno anche più serre in modo da aver garantita una produzione costante di funghi per tutti i periodi dell’anno.

Il personale, se le dimensioni della fungaia sono piccole, è ridotto al minimo. La raccolta è piuttosto veloce e poco complicata; basta ruotare il fungo, badando di non estirparlo.

I costi che vanno considerati, sono quelli relativi al mantenimento delle serre, all’acquisto dei substrati, all’impianto di irrigazione al confezionamento ed etichettatura. Inoltre, bisogna considerare il costo

I funghi sono un prodotto molto richiesto, sia per la loro buona resa che per il costo relativamente basso. Con un investimento non troppo oneroso si possono avere dei buoni raccolti. Naturalmente la velocità di crescita e il risultato , sono legati alle condizioni climatiche e all’umidità presente. Infatti l’umidità, nelle ditte più importanti, sono controllate in maniera precisa da un computer.

I substrati una volta esausti possono essere riciclati e utilizzati per fertilizzare la terra. Per avere un successo garantito è necessario farsi conoscere ed apprezzare; per questo è bene proporre la produzione anche ai piccoli negozi di frutta e verdura.

Per riuscire ad imporsi sul mercato è bene essere molto professionali; tutti coloro che non hanno alle spalle degli studi specifici è bene che si informino sui funghi e sulla loro coltivazione e che si tengano in aggiornamento costante. Al momento dell’avvio della coltivazione di funghi, è possibile richiedere la consulenza di un tecnico che ci affianchi nel momento della scelta del micelio, della crescita e della coltivazione dei funghi.

Il tipo di produzione può essere incrementato introducendo nuove specie secondo la richiesta dei clienti. I possibili acquirenti sono i mercati ortofrutticoli, i grandi supermercati e i ristoranti.

In genere i funghi più richiesti sono gli champignons e i plerotus; anche altri sono richiesti ma certamente hanno un mercato di nicchia come il carboncello e i chiodini.