Forex – Strategia dello Stocastico

Uno dei fattori chiave per avere successo nel difficile mondo del trading forex è composto dalle strategie. Avere delle buone strategie forex è fondamentale per effettuare scambi che ci daranno dei guadagni, e avere molteplici strategie permette al trader di variare i suoi investimenti e fonti di profitto quando le cose, per qualsiasi motivo, possono non andare come dovrebbero o la strategia diventa superata.

Una delle strategie forex più efficaci è la strategia dello stocastico. È una strategia che può funzionare con qualsiasi tipo di coppia di valuta e in qualsiasi momento del giorno, a differenza di altre strategie che funzionano solo con coppie di valute specifiche o in momenti specifici della giornata. Come funziona questa strategia? Viene usato un indicatore stocastico (14, 3, 3), che dà il nome alla strategia.

Quando questo indicatore ha raggiunto un valore di 20, torna a 10 e poi ritorna a 20, è il momento di effettuare un ordine BUY. L’ordine SELL invece andrà fatto quando l’indicatore stocastico raggiunge il valore di 90, poi arriva a 80 e torna nuovamente a 90. La strategia di uscita prevede di chiudere gli scambi quando le linee stocastiche arrivano al valore opposto. Bisogna quindi chiudere gli acquisti quando il valore arriva a 80, e le vendite quando il valore tocca i 20.

La strategia stocastica è una strategia che può essere decisamente efficace. La miglior parte di questa efficacia è data dal fatto che offre delle indicazioni molto chiare su quando piazzare entry e ordini, quando comprare, quando vendere e, soprattutto, quando uscire dagli scambi. Però, ovviamente, la strategia stocastica porta anche qualche svantaggio. Il primo è che, come si può facilmente intuire, questa strategia ha bisogno di un monitoraggio delle operazioni continuo, e questo può essere un problema, specialmente per i trader non professionisti, che potrebbero non avere il tempo necessario a dedicare al monitoraggio delle operazioni.

Tutela dei Crediti di Lavoro nella Procedura Fallimentare

Nel nostro ordinamento, la sentenza dichiarativa di fallimento produce la disgregazione del complesso aziendale, che legittima il prestatore di lavoro insoddisfatto a presentare la domanda di ammissione al passivo, nelle forme e nei termini previsti dall’art. 93 della legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267, e successive modifiche ed integrazioni).

La ratio sottesa alla procedura in oggetto risiede nell’esigenza di dare attuazione alla regola del concorso dei creditori sul patrimonio del fallito (c.d. principio della parità di trattamento: art. 52, co. 1, L.F., garantito dal generale divieto di azioni esecutive e cautelari individuali, previsto dall’art. 51 della legge fallimentare.

L’accertamento del passivo costituisce la fase centrale e più delicata della procedura fallimentare, in quanto essa è diretta ad accertare quali creditori hanno diritto di partecipare alle ripartizioni dell’attivo, l’ammontare dei loro crediti e le eventuali cause di prelazione.
Con particolare riferimento ai crediti di lavoro spettanti ai lavoratori subordinati, il legislatore ha attuato una peculiare disciplina al fine di offrire ampia tutela a tale categoria di creditori attraverso il riconoscimento di specifiche cause di prelazione.
In particolare, si è previsto che i crediti relativi alle retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato sono assistiti da un privilegio generale sui beni mobili del datore di lavoro, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2751-bis, n. 1, cod.civ.

Tale privilegio riguarda non solo la retribuzione, ma anche tutte le indennità dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro (ivi incluso il T.F.R., oltre che il credito del lavoratore per i danni conseguenti alla mancata corresponsione, da parte del datore di lavoro, dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori, nonché il credito per il risarcimento del danno subito per effetto di un licenziamento nullo, annullabile o inefficace.

Il curatore fallimentare, tenuto ad accertare la sussistenza del privilegio, deve, in primo luogo, verificare l’effettività del rapporto di subordinazione, quale vincolo di dipendenza gerarchica e disciplinare del prestatore nei confronti del datore di lavoro: requisito che potrebbe difettare per alcuni soggetti, come, ad esempio, nel caso di soci o amministratori di società. E, successivamente, deve verificare la correttezza degli importi richiesti, sulla base di quanto documentato nelle buste paga, che il creditore avrà cura di produrre ed allegare al ricorso.
Il credito deve essere ammesso al lordo delle ritenute fiscali ed al netto di quelle previdenziali, spettando all’INPS la legittimazione a richiedere l’ammissione al passivo del credito previdenziale.
Il credito così determinato è soggetto a rivalutazione monetaria, da calcolare in base agli indici dei prezzi determinato dall’ISTAT e da conteggiare fino alla data in cui lo stato passivo diventa definitivamente esecutivo.

Per espressa previsione di legge (art. 54, co. 3, primo periodo, L.F.), il privilegio accordato ai crediti del prestatore di lavoro subordinato (art. 2751-bis, n. 1, cod.civ.) si estende anche agli interessi maturati nell’anno in corso alla data di dichiarazione del fallimento nonché nell’anno precedente (art. 2749 cod.civ.). Viceversa, gli interessi maturati successivamente alla dichiarazione del fallimento (c.d. interessi post fallimentari) sono collocati in privilegio nei limiti della misura legale “fino alla data del deposito del progetto di riparto nel quale il credito è soddisfatto, anche se parzialmente” (art. 54, co. 3, secondo periodo, L.F.).

Pertanto, la data finale di computo degli interessi è spostata “in avanti”, in considerazione del fatto che fra il realizzo del bene e la distribuzione del prezzo può intercorrere anche un notevole lasso temporale. In tal modo, gli interessi decorreranno fino alla data dell’effettivo pagamento.
Gli interessi e la rivalutazione monetaria che non vengano espressamente richiesti nella domanda di insinuazione al passivo non possono essere calcolati e pagati autonomamente dal fallimento in sede di riparto, né possono essere richiesti con domanda tardiva di insinuazione.
A seguito della proposizione della domanda di insinuazione del credito di lavoro, il curatore fallimentare può:

ammettere il credito nel passivo;
sollevare contestazioni in merito al credito;
proporre l’esclusione del credito.
In caso di contestazione, la controversia è decisa dal Giudice Fallimentare, organo competente a dirimere le questioni che sorgono in tale fase. Viceversa, nel caso di esclusione del credito, il lavoratore può proporre opposizione allo stato passivo da decidere nell’ambito di un giudizio a cognizione piena.
Anche i crediti da lavoro autonomo, maturati negli ultimi due anni di prestazione, godono di un privilegio generale di natura mobiliare (art. 2751-bis, n. 2, cod.civ.). Sono compresi in tale categoria i professionisti ed i prestatori d’opera, nonché tutte le attività riconducibili al tipo contrattuale delineato dall’art. 2222 cod.civ. Il curatore, appurato che il creditore rientri nella predetta categoria, è tenuto ad individuare ed applicare il limite temporale del privilegio che, per opinione pacifica, è invocabile per tutti i crediti inerenti all’ultimo biennio dell’attività professionale, ancorché anteriori al biennio precedente l’apertura della procedura concorsuale.
Una questione di notevole rilievo pratico attiene all’operatività del privilegio generale mobiliare previsto per i crediti di lavoro dall’art. 2751-bis cod.civ.
La norma di riferimento è l’art. 2777 cod.civ. che, in relazione all’ordine dei privilegi, colloca i crediti garantiti dal privilegio de quo subito dopo le “spese di giustizia” e i “crediti garantiti da pegno”. Inoltre, l’ultimo comma della citata disposizione richiama ulteriormente l’art. 2751-bis cod.civ., disponendo che i privilegi che altre leggi speciali collocano come preferiti ad ogni altro credito devono collocarsi sempre dopo le “spese di giustizia” e “i crediti di cui all’art.2751-bis cod.civ.”.
Ne consegue che il legislatore vuole garantire il diritto del prestatore alla retribuzione, laddove è in atto una procedura fallimentare, con un titolo di preferenza e prevalenza rispetto ai crediti degli altri soggetti ammessi al passivo (es. clienti e fornitori del datore di lavoro).
Ulteriore tutela per i crediti di lavoro è sancita dall’art. 2776 cod.civ., che prevede la c.d. collocazione sussidiaria sugli immobili, a norma del quale i crediti del prestatore di lavoro sono collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa esecuzione sui beni mobili del datore di lavoro, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai creditori chirografari.
Con riferimento alla collocazione sussidiaria dei crediti di lavoro, va precisato che:
i crediti di lavoro vengono soddisfatti sempre dopo i creditori ipotecari e gli altri creditori titolari di privilegi immobiliari che hanno, dunque, un titolo di preferenza rispetto ai prestatori di lavoro;
nell’ordine dei privilegi, i crediti per il TFR e per l’indennità di mancato preavviso sono sempre soddisfatti con preferenza rispetto a tutti gli altri crediti di lavoro dipendente, nonché rispetto ai crediti spettanti agli Istituti previdenziali per il versamento dei contributi di previdenza e di assistenza.

Molto interessante.

Bande di Bollinger – Cosa Sono

Le Bande di Bollinger sono un altro elemento molto importante per tutte le persone che vogliono imparare ad effettuare scambi forex in modo autonomo. Per conoscere bene il mercato è necessario fare molte prove e molti errori, per questo si dovrebbe iniziare a fare trading forex con un conto in modalità demo, in modo da perdere (e guadagnare) soltanto soldi virtuali.

Le Bande di Bollinger si basano sulla volatilità di un titolo, e si calcolano aggiungendo o sottraendo alla media mobile (cioè una media relativa solo a un certo periodo) di un titolo, la deviazione standard, moltiplicata per un certo fattore. Avremo quindi due bande: quella inferiore, calcolata sottraendo la deviazione standard, e quella superiore, ottenuta aggiungendo la deviazione standard.

I valori usati solitamente per il calcolo della media mobile sono una durata di 20 giorni e un fattore di moltiplicazione della deviazione standard (F) pari a 2. I valori però possono essere modificati e usati diversamente. Se c’è la necessità di usare una media mobile corta, diciamo di 10 giorni, allora anche F può essere abbassato a 1,9. Se invece la media mobile è allungata fino a 50 giorni, si può alzare F fino a 2,1. Non sempre però modificare i parametri è una buona idea.

Tutto questo serve ad ottenere delle indicazioni di acquisto e di vendita. Quando il grafico del valore di un titolo oltrepassa la banda superiore per rientrarvi in seguito, questo è un chiaro segnale di vendita. Al contrario, se il grafico scende al di sotto della banda inferiore per poi rientrarvi successivamente, abbiamo un segnale di acquisto. Per facilitare i compiti del trader e per cercare di utilizzare una strumentazione più completa, nel caso di questa strategia forex sarebbe però opportuno affiancare l’uso delle bande di Bollinger (che prendono il nome dal suo autore/scopritore) all’uso di un indicatore.

Violazioni Limiti Part Time nel Settore Edile

L’azienda edile che supera i limiti numerici contrattualmente previsti per il ricorso al part-time (art. 1, co. 3, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 61), è irregolare e non può ottenere il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).

Risulta essere quanto stabilito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con risposta all’Interpello 3 marzo 2011, n. 8, presentato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE).

In effetti, il vigente c.c.n.l. Edilizia Industria 19 aprile 2010, disciplinando l’istituto del lavoro a tempo parziale, dispone che “fermo restando quanto previsto dalla legge, nelle more dell’adozione dei criteri di congruità da parte delle Casse edili, le parti stabiliscono che un’impresa edile non può assumere operai a tempo parziale per una percentuale superiore al 3% del totale dei lavoratori occupati a tempo indeterminato” e che “resta ferma la possibilità di impiegare almeno un operaio a tempo parziale, laddove non ecceda il 30% degli operai a tempo pieno dipendenti dell’impresa” (art. 78).

Il Ministero precisa che “una volta raggiunta l’indicata percentuale del 3% del totale dei lavoratori a tempo indeterminato nell’impresa, o superato il limite pari al 30% degli operai a tempo pieno dipendenti dell’impresa, ogni ulteriore contratto a tempo parziale stipulato deve considerarsi adottato in violazione delle regole contrattuali”.

In ogni caso, il limite del 3% è riferibile solo alle assunzioni a tempo parziale effettuate dopo l’entrata in vigore del nuovo c.c.n.l., rimanendo esclusi dalla contingentazione i contratti a tempo parziale già stipulati a tale data.

Come Funziona il Riconoscimento di Debito e Come Scrivere il Documento

Il riconoscimento del debito è un atto attraverso cui una parte riconosce di essere debitrice nei confronti dell’altra e si impegna a pagare il proprio debito.

Attraverso questo documento viene evidenziata la presenza di un debito tra le due parti. L’atto di riconoscimento serve proprio per questo, fare in modo che il debitore riconosca di dovere denaro al creditore.

L’atto di riconoscimento ha un’implicazione processuale molto importante. Una volta firmato, si ha un’inversione dell’onere della prova nel caso in cui il creditore agisca per vie giudiziali. In assenza del documento, il creditore deve dimostrare davanti al giudice di vantare un credito nei confronti del debitore. Quando invece il documento è presente, è il debitore a dovere dimostrare che il debito non esiste.

Il documento ha una struttura piuttosto semplice.

Vediamo quali elementi deve contenere.
Per iniziare, le generalità del debitore e creditore
Poi, deve essere indicata la somma oggetto del debito
Risulta essere importante anche indicare l’oggetto del contratto principale da cui scaturisce il debito, con informazioni su quando è stato stipulato e il suo contenuto
All’interno del documento è possibile proporre un piano di rientro al debitore, segnalando il periodo concesso dal creditore e le quote che si dovranno pagare

Per un esempio, è possibile vedere questo modello di riconoscimento di debito sul sito Documentiutili.com.

Una volta compilato e firmato il presente documento, si ha l’inversione dell’onere della prova in sede giudiziale, come spiegato in precedenza.